Pensioni, riforma con deroghe

15/09/2003

domenica 14 settembre 2003

 
 
Pagina 4 – Economia
 
 
Domani vertice tra i leader di Cgil, Cisl e Uil, che rispondono a Berlusconi: "L´intervento strutturale è inutile"
Pensioni, riforma con deroghe
Soglia dei 40 anni non per tutti. Bossi: sistema in regola fino al 2009
          RICCARDO DE GENNARO

          ROMA – La proposta del governo di riforma strutturale della previdenza, attraverso un giro di vite sulle pensioni di anzianità, è in dirittura d´arrivo e pare abbia il consenso di tutte le forze politiche della maggioranza, Lega compresa. Anche se ieri sera Umberto Bossi ha aggiunto un nuovo tassello al mosaico delle polemiche: «Il sistema è in equilibrio almeno fino al 2009 – ha detto il leader leghista -. Dopo bisognerà trovare qualcosa, perchè è prevista una gobba montante per vent´anni e nessuno Stato sarebbe in grado di pagare le pensioni. Per cinque anni – ha aggiunto – saremo ancora in una fase in cui i conti sono in regola». E Bossi ha ribadito le critiche ad altri partiti della maggioranza: «Roma ladrona non è un´ invenzione, ma è una verità: è chiaro che vedevano il Nord come l´ ultimo salvadanaio. Però ciò non è passato e l´accordo sancisce che fino al 2008 le pensioni non si toccano. C´è uno scivolo di avvicinamento per il passaggio dalle pensioni di anzianità a quelle di vecchiaia e sullo scivolo si può ragionare, ma lì – ha concluso Bossi – bisogna vedere cosa si fa delle pensioni di invalidità fasulle». Tornando al lavoro dei tecnici governativi, l´ipotesi principale sul tappeto è quella di un innalzamento secco dell´età contributiva dai 35 ai 40 anni già nel 2008. Con una novità: una sorta di temporanea «coabitazione» tra nuovo e vecchio regime. Per coloro che a quella data si troveranno tra i 30 e i 35 anni di contribuzione sarebbe prevista, infatti, una deroga in relazione agli anni che mancano ai 35 anni di contributi. Questo eviterebbe loro un salto troppo grande, dettato dalla riforma, nella maturazione dei requisiti richiesti.
          È questa la proposta che il governo dovrebbe presentare ai sindacati, con i quali discuterà della «flessibilità» dell´uscita. L´incontro sulle pensioni avrà luogo dopo l´appuntamento sulla Finanziaria, che potrebbe cadere la prossima settimana. Domani, intanto, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Epifani, Pezzotta e Angeletti, si vedranno a mezzogiorno nella sede della Cisl per uno scambio di idee su pensioni e Finanziaria. Dopodichè riuniranno le rispettive segreterie. Il «no» al passaggio dai 35 anni ai 40 anni di contributi per l´anzianità è scontato, ma la Cgil premerà per programmare da subito le prime iniziative di mobilitazione contro la Finanziaria e la riforma delle pensioni. Il che non convince fino in fondo Cisl e Uil.
          «Se ci saranno interventi risponderemo con forza», dice Epifani. Il quale replica a Berlusconi: «Dice una bugia. Non è vero che la riforma previdenziale è improcrastinabile: anzi, è vero esattamente il contrario. Il governo ha portato al tracollo finanziario il Paese e ora deve rivalersi sulle pensioni». Anche Pezzotta ribadisce che «non c´è alcuna necessità di una riforma strutturale delle pensioni». E Angeletti: «La riforma? Un accanimento terapeutico su un malato inesistente». Oltre all´innalzamento dell´età contributiva per la pensione di anzianità, ci sono in ballo la delega previdenziale, la verifica delle pensioni di invalidità, l´ultimo allineamento dei trattamenti pubblici a quelli privati, il prelievo forzoso sulle pensioni d´oro. E qui le opinioni nella coalizione di governo divergono: la Lega vorrebbe colpire pensioni di invalidità e dipendenti pubblici, An e Udc fanno resistenza.
          Sulle pensioni di invalidità, dice il ministro Rocco Buttiglione, «non bisogna fare i farisei, mandando in rovina uomini concreti in nome della giustizia astratta: in questo paese le pensioni di invalidità svolgono ancora funzione di ammortizzatori sociali». Buttiglione non risparmia una stoccata a Maroni: «È ridicolo e dannoso che nel governo vi sia qualcuno che pensa di sostituirsi ai sindacati nella difesa dei lavoratori».