Pensioni, richiamo Ue all´Italia

25/10/2002


 
VENERDÌ, 25 OTTOBRE 2002
 
Pagina 35 – Economia
 
Duisenberg: "Dibattito preoccupante, i vincoli di bilancio non si toccano"
 
Bce difende il Patto di stabilità Pensioni, richiamo Ue all´Italia
 
 
 
Bruxelles: il sistema previdenziale italiano è insostenibile nel lungo periodo
 
ELENA POLIDORI

ROMA – L´Unione Europea fa sapere che la sostenibilità delle pensioni italiane non è pienamente garantita. In contemporanea la Bce, con una insolita nota, ricorda che il patto di stabilità è «indispensabile» e che i vincoli di bilancio non sono un optional ma un obbligo. «Le discussioni sono durate fin troppo», taglia corto il presidente Wim Duisenberg. Le due questioni sono slegate solo in apparenza: rigore e conti vanno di pari passo, specie in questa fase dove si fa un gran parlare di reinterpretare i vincoli dell´accordo. L´Ue, evidentemente preoccupata, chiede al governo italiano come intende affrontare il problema previdenziale del lungo periodo. Vuole precisazioni sulle conseguenze dei tagli fiscali e contributivi sulla sostenibilità del sistema. E´ toccato a Giuliano Cazzola, rappresentante del ministero del Lavoro, spiegare la posizione del nostro governo. «L´Italia non ignora che permangono problemi ancora da affrontare». Per il futuro, punterà sullo sviluppo della previdenza completare e sul prolungamento dell´età lavorativa effettiva. Il tutto senza venir meno agli impegni di rigore. Ed ecco riaprirsi la questione del patto di stabilità che la Bce intende «tenere in vita» a tutti i costi, decisa ad appoggiare «le iniziative della Commissione Ue» sul consolidamento dei bilanci. Di fronte alle insofferenze dimostrate da diversi governi, Duisenberg ha deciso di diffondere un comunicato proprio mentre è in corso il consiglio europeo sull´allargamento: «Era ora che la Bce facesse sentire la propria voce». Scrive che il patto «è nell´interesse dei paesi euro», che ha promosso «conti pubblici solidi e convergenza fiscale». Dunque è «indispensabile». «I problemi sono sorti non perché le regole sono inflessibili, ma in seguito alla mancata volontà di alcuni paesi di rispettare gli impegni». In diversi casi i risultati di bilancio risultano «molto deludenti». Perciò, chi è ancora in disavanzo, deve provvedere, come proposto dalla Commissione, riducendo i deficit strutturali «almeno dello 0,5% l´anno». Serve una azione «rapida e decisa». Ieri la Germania, il cui deficit è oltre il limite, ha fatto sapere accetterà l´avvio da parte della Commissione di un «avvertimento». Infine, anche il commissario alla Concorrenza Mario Monti ha espresso preoccupazione sulla politica finanziaria di Germania, Francia e Italia e ha chiesto una rigida adesione alle regole Ue.