Pensioni ricche,sale il contributo

16/10/2001



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Pensioni ricche,sale il contributo
Giovedì via alla verifica.La Cgil contesta i dati della commissione Brambilla

RICCARDO DE GENNARO


ROMA – È la «novità» che il governo vuole portare al tavolo del confronto sulle pensioni con le parti sociali, che si aprirà giovedì prossimo: l’aumento della quota del contributo di solidarietà dei pensionati più ricchi, quelli che hanno una pensione pari o superiore ai 142 milioni annui, per coprire l’aumento delle minime (4.200 miliardi). L’ipotesi, annunciata domenica dal ministro Roberto Maroni, è ancora allo studio, ma è probabile che si rivolgerà alla stessa platea finora coinvolta nel versamento del contributo. Negli ambienti del ministero del Welfare si esclude, infatti, un’estensione dell’attuale due per cento a fasce più basse di reddito da pensione.
Ieri la Cida, il sindacato dei dirigenti d’azienda, ha alzato le barricate: «Le pensioni sopra i 10 milioni al mese che il ministro vorrebbe tassare sono solo 2.5003.000, dunque con questa misura racimolerebbe solo poche decine di miliardi, mentre per la copertura finanziaria della prima fase dell’aumento delle pensioni minime ne servono 4.200». Oggi il sottosegretario Alberto Brambilla, che ha messo a punto i dati per la verifica, incontrerà Maroni per mettere a punto i dettagli della proposta da presentare giovedì, separatamente, ai sindacati (ore 15) e alla Confindustria (ore 19). All’ordine del giorno ci sarà anche il Libro bianco sul lavoro, il documento che ieri ha fatto dire al presidente dei Ds, Massimo D’Alema: «La cosa più grave è aver abbandonato esplicitamente il metodo della concertazione».
Ma è la verifica della legge Dini sulle pensioni che si preannuncia particolarmente «calda». Mentre la Confindustria aumenta le pressioni per una nuova riforma strutturale del sistema pensionistico, la Cgil contesta i contenuti del documento della commissione Brambilla. «Quei dati non ci convincono. Se la curva demografica prospettata fosse quella reale – dice il "tecnico" della Cgil per le pensioni, Beniamino Lapadula – tra 40 anni avremmo la desertificazione dell’Italia. Secondo la curva Brambilla, infatti, tra 40 anni gli italiani saranno venti milioni in meno. Andremo alla verifica con i nostri dati». I sindacati sono all’erta. Cgil, Cisl e Uil hanno già dichiarato esplicitamente che se, in caso di mancato accordo, il 15 novembre il governo procederà unilateralmente sulle pensioni sarà sciopero generale. In queste ore l’esecutivo è al lavoro per sventare la minaccia di conflitto: l’aumento del contributo di solidarietà per le pensioni d’oro rientra presumibilmente in questo contesto.