Pensioni: Revisioni a scalone senza parti sociali

30/01/2004

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
025, pag. 3 del 30/1/2004
di Teresa Pittelli


PENSIONI/ Emendamento di Fi alla delega.

Revisioni a scalone senza parti sociali

Parti sociali fuori dalla delega sulla previdenza. Le modifiche allo ´scalone’ del 2008 che il governo potrebbe introdurre con decreto delegato, entro 18 mesi dall’entrata in vigore della riforma, non dovranno più necessariamente avere come base le proposte delle parti sociali.

Cancellato il riferimento all’intesa con le associazioni di imprese e lavoratori anche per le norme su lavori usuranti e lavoratrici madri e per l’estensione delle nuove norme ai regimi pensionistici armonizzati. Questo il senso di un emendamento alla delega sulle pensioni presentato ieri dal relatore di maggioranza, Carmelo Morra (Fi), in commissione lavoro al senato. Tra gli altri emendamenti presentati dal relatore c’è anche quello sul silenzio-assenso, in luogo dell’obbligatorietà, per il conferimento del tfr nei fondi pensione (sulla quale il ministro al welfare Roberto Maroni ha già espresso parere favorevole).

Un’altra proposta riguarda il calcolo della pensione di chi potrà andare a riposo con i requisiti attuali dopo il 1° gennaio 2008, perché li ha maturati entro il 31 dicembre 2007. La proposta Morra chiarisce che i periodi di anzianità contributiva maturati fino alla data di conseguimento del diritto alla pensione verranno computati secondo i criteri vigenti alla data di entrata in vigore della riforma, cioè quelli di oggi.

Tra gli emendamenti presentati c’è anche la proposta del presidente della commissione, Tommaso Zanoletti, di estendere agli autonomi l’incentivo a restare al lavoro. L’illustrazione degli emendamenti dovrebbe concludersi martedì, quando è attesa anche la proposta di sostituzione dello scalone del 2008 (cioè del brusco innalzamento a 40 anni del requisito contributivo minimo) con una soluzione più graduale.

- Covip, solo 14 milioni di bond Parmalat nei fondi pensione. Nessuna ricaduta dei recenti dissesti aziendali sui fondi. Lo ha spiegato ieri alla camera Lucio Francario, presidente della Covip, la commissione di vigilanza sul settore. ´Su 166 fondi pensione ricompresi nella rilevazione, otto nel biennio 2002-03 hanno avuto in essere investimenti su obbligazioni Parmalat. Alla fine del 2003 l’ammontare complessivo di queste obbligazioni è valutabile in 14 milioni di euro’, ha detto Francario, aggiungendo che ´tali investimenti incidevano sul patrimonio dei singoli fondi per non più dello 0,7%’.