Pensioni: Pronti gli incentivi per «innalzare» l’età

13/11/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Pensioni – Oggi l’Esecutivo illustra la delega alle parti sociali: «bonus» per restare al lavoro, tagli delle anzianità come paracadute

    Pronti gli incentivi per «innalzare» l’età
    Il Tfr ai fondi e riduzione delle aliquote contributive – Maroni: entro 6 mesi l’intesa preceduta dall’avviso comune sulle singole misure
    ROMA – La delega sul Welfare è pronta. Questa mattina i ministeri del Welfare e dell’Economia limeranno il testo sulle pensioni preparato ieri e nel pomeriggio lo sottoporranno alle organizzazioni imprenditoriali e ai sindacati. Cinque i punti cardine: bonus in busta paga per incentivare la permanenza al lavoro (e quindi rinviare i pensionamenti) con disincentivi alle "anzianità" solo in funzione di "paracadute"; liberalizzazione dell’età facendo di fatto saltare il tetto per gli assegni di vecchiaia; smobilizzo del Tfr maturando in direzione dei fondi pensione accompagnato da una riduzione dei contributi sulle imprese e da un complessivo riequilibrio delle aliquote sui lavoratori "autonomi" e dipendenti; "certificazione" dei diritti acquisiti; abolizione del divieto di cumulo. Sarà poi aperta la strada all’estensione del "contributivo" per tutti. La delega preparata dal Governo, comunque, conterrà solo i principi base della riforma previdenziale. Ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, è stato chiaro: «Penso» che entro domani la prima fase del confronto con le parti sociali «possa concludersi utilmente». Dopodiché giovedì il Governo varerà una «delega per stabilire i principi generali, impegnandoci – ha aggiunto Maroni – a non fare i decreti attuativi, se non dopo un serrato dialogo sociale, utilizzando su alcune materie il metodo dell’avviso comune. Poi diremo alle parti sociali di mettersi d’accordo e daremo loro sei mesi di tempo per trovare l’intesa». Una strategia che consentirebbe anche all’Esecutivo di essere con le carte in regola nel caso in cui si realizzasse a breve una variazione, al netto delle pensioni, dei parametri del patto di stabilità europeo. Di qui la decisione di Tremonti e Maroni, che ieri hanno avuto un lungo colloquio, di evitare il rischio di una riforma troppo soft. Sulle singole misure restano solo due nodi da sciogliere: la possibilità facoltativa per i lavoratori di destinare una fetta del Tfr maturando (comunque non obbligatoriamente un terzo) in busta paga contro la quale però ieri si è nuovamente schierato Maroni; l’estensione immediata a tutti del "contributivo" (pagamento della pensione sulla base dei contributi versati). Ieri intanto il presidente dell’Inps, Massimo Paci, ha annunciato che oggi l’ente dovrebbe approvare il bilancio preventivo 2002 e che l’esercizio 2001 si è chiuso con un attivo di oltre 1,3 miliardi di euro. Critiche al sistema sociale sono arrivate dall’ex premier Giuliano Amato perché tutela chi lavora ma spesso ignora chi è fuori dal processo produttivo. Busta paga più pesante per chi rinvia la pensione. Chi decide di rinviare la pensione (in primis quella di anzianità) pur avendo maturato i requisiti beneficerà di incentivi economici in termini di aumenti di stipendio. Allo studio è anche un aumento del rendimento dei trattamenti previdenziali per chi rinvia il pensionamento di vecchiaia. Nel caso in cui il meccanismo degli incentivi non dovesse funzionare, il Governo ricorrerà a un "paracadute": tagli alle pensioni di "anzianità". Età "libera" senza tetti. Con la liberalizzazione sarà abolita l’età per il pensionamento di vecchiaia (65 anni per gli uomini e 60 per le donne). Il Tfr ai fondi pensione. Tutto il Tfr maturando (il flusso annuale è di circa 13,9 miliardi di euro) sarà smobilizzato incentivandone la destinazione ai fondi pensione. Il Tesoro vorrebbe lasciare ai lavoratori la facoltà di destinarne alcune quote in busta paga ma il Welfare è contrario. Sarà prevista la parità tra fondi "chiusi" e "aperti". Sarà poi innalzata al 50% la quota esentasse delle somme versate ai fondi e abrogato il "doppio limite" (versamento del 12% del reddito e soglia minima di 5.165 euro) per l’adesione alla previdenza integrativa. Riduzione dei contributi per le imprese. Saranno ridotte le aliquote contributive a carico delle imprese sui lavoratori dipendenti, a cominciare dai neo-assunti, e leggermente innalzate quelle su parasubordinati e "autonomi". Garanzia dei diritti acquisiti. L’ente previdenziale di appartenenza dovrà certificare i diritti acquisiti per garantire la pensione maturata a chi resterà al lavoro. Nessun cumulo e "contributivo" per tutti. Il divieto di cumulare la pensione con altri redditi sarà completamente soppresso. E, anche se la delega non lo prevederà esplicitamente, il Governo è orientato ad estendere il "contributivo" a tutti i lavoratori. Intanto è pronta anche la delega sul mercato del lavoro (si veda il «Sole-24 Ore» di sabato). È certo che entra tra le misure anche l’arbitrato volontario con l’opzione-risarcimento. Si pensa anche di inserire sperimentazioni temporanee di modifica dell’articolo 18 inserendo la sanzione del risarcimento, al posto del reintegro. Per il resto, c’è la liberalizzazione del collocamento, le maggiori flessibilità sul part-time, l’introduzione del lavoro a progetto, di quello a chiamata, il riordino di ammortizzatori e incentivi per l’occupazione. Marco Rogari
    Martedí 13 Novembre 2001
 
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