Pensioni, passa l’«opzione Lega»

31/03/2004


    sezione: ITALIA – POLITICA
    data: 2004-03-31 – pag: 12
    autore: MARCO ROGARI
    STATO SOCIALE • Il Governo è favorevole a un terzo canale (57+35) per accedere all’assegno di anzianità
    Pensioni, passa l’«opzione Lega»
    Maroni: l’iter della delega va avanti senza ricorso alla fiducia, ma il confronto con i sindacati non sarà riaperto
    ROMA • Diventano tre i canali di accesso alla pensione con la riforma previdenziale. Il Governo dà il via libera all’opzione della Lega Nord che, dal 2008 in poi, ripristina il pensionamento di anzianità con 57 anni di età e 35 di contributi ma con l’applicazione di disincentivi (intero calcolo del trattamento con il metodo contributivo). Ad annunciare il parere favorevole dell’Esecutivo all’emendamento del Carroccio è alla commissione Lavoro del Senato il ministro del Welfare, Roberto Maroni. Che dice anche "sì" a un emendamento della Margherita («a patto che si trovi la copertura») finalizzato a evitare che la nuova soglia di accesso alla pensione ("60+35") si applichi a quei lavoratori che sono «prosecutori volontari» di contribuzione. Il ministro poi conferma che il Governo non porrà la fiducia sulla delega. E aggiunge che la riforma procederà speditamente, anche perché «il confronto sulla delega» con i sindacati «è chiuso». Secondo il ministro, quindi, nel prossimo round con le parti sociali si discuterà di sviluppo, inflazione e salari ma non di previdenza. Immediata la reazione dei confederali. «Se il Governo non ci convoca, non staremo fermi», dice Guglielmo Epifani. E all’attacco va anche l’opposizione. «Sulle pensioni si conferma la linea demolitoria di governo e maggioranza. Sono contrari a tutto, a ogni nostro emendamento, sono senza argomenti», afferma Tiziano Treu (Margherita). Per Natale Ripamonti (Verdi) la mancata convocazione dei sindacati è «un fatto gravissimo». Le votazioni sul "cuore" della riforma. Ieri la commissione Lavoro ha cominciato a votare, in sede referente, l’articolo 1 della delega, ovvero il "cuore" della riforma (età pensionabile e uso del Tfr). Circa cento gli emendamenti bocciati. Due i correttivi accantonati in attesa di verificarne la copertura: uno della Lega e uno della Margherita, che hanno ottenuto il "sì" di Maroni. Sì a "57+35" con disincentivi. L’emendamento della Lega prevede la possibilità di andare in pensione di anzianità con "57+35" ma con il trattamento penalizzato (viene ripristinata parte della proposta elaborata da Tremonti con l’emendamento varato nello scorso ottobre e poi accantonato). Questo nuovo accesso si va ad aggiungere ai due già previsti dalla delega dopo gli ultimi ritocchi del Governo: 60 anni di età e 35 di contributi; 40 anni di contribuzione a prescindere dall’età. Confermato il pensionamento con i requisiti di vecchiaia. Con questo emendamento e con quello della Margherita — dice Maroni — «certamente si migliora l’impatto sociale della riforma». "L’apertura" alla Margherita. Maroni è favorevole all’emendamento della Margherita che esclude dalle nuove soglie di pensionamento chi (alla data di entrata in vigore della legge) versa contributi volontari per il conseguimento dell’anzianità. Maroni: con i sindacati «confronto chiuso». Nel prossimo round con le parti sociali il Governo non discuterà di pensioni. «Sulla delega il confronto è stato fatto ed è chiuso», dice Maroni. «No» alla fiducia. Il ministro garantisce che la riforma ora procederà speditamente e ribadisce che il Governo «non metterà la fiducia». L’obiettivo, ripete Maroni, è di portare la delega in Aula al Senato il 19 aprile. Oggi la commissione Lavoro, che conta di chiudere l’esame della riforma prima di Pasqua, continuerà a votare sull’articolo 1 e poi passerà all’articolo 7.

    La delega e le novità
    Il testo all’esame della commissione Lavoro e la proposta "aggiuntiva" della Lega
    - La delega. Con gli ultimi ritocchi apportati dal Governo alla delega Maroni sono due le possibilità previste per accedere alla pensione dal 2008: possesso di 60 anni di età anagrafica (che saliranno a 6• nel 2012 e 62 nel 2014) e 35 anni di contribuzione; maturazione di 40 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica. Confermata la possibilità di andare in pensione con i requisiti di vecchiaia
    -L’emendamento della Lega . Il Governo è favorevole all’emendamento della Lega che crea, sempre dal 2008, un terzo accesso per il pensionamento di anzianità: 57 anni di età e 35 di contribuzione. In questo caso però scatteranno dei disincentivi: il trattamento sarà interamente calcolato con il metodo contributivo. Gli importi delle pensioni sono ridotti del 30-40 per cento. Possibilità già prevista dall’emendamento del Governo dell’ottobre scorso (vincolo dei 40 anni di contribuzione del 2008) poi in gran parte accantonato e sostituito con i nuovi ritocchi
    - Il correttivo della Margherita. La modifica della Margherita, su cui Maroni è favorevole, prevede l’esclusione dai nuovi limiti di pensionamento per i soggetti «prosecutori volontari» di versamenti
    - Scompare la verifica del 2005. Anche se il testo della delega non lo prevede esplicitamente, Maroni ha detto che la verifica del 2005 fissata dalla legge Dini viene assorbita dalla nuova verifica del 2013 prevista dagli ultimi emendamenti del Governo