“Pensioni” Padoa-Schioppa: non siamo in ritardo

31/01/2007
    mercoledì 31 gennaio 2007

    Pagina 8 – Politica/Oggi

    «Pensioni, accordo possibile a marzo»

      Padoa-Schioppa: non siamo in ritardo. Italiani: pensione a 57 anni

        di Laura Matteucci

          ETÀ IDEALE – Sulla riforma delle pensioni «il governo non è in ritardo», rassicura il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa nel suo primo ritorno a Bruxelles del 2007. Dopo l’approvazione della Finanziaria del rigore applaudita da Bruxelles, nella prima riunione Ecofin dell’anno i conti pubblici italiani non erano all’ordine del giorno. Ma quando gli è stato ricordato che la scadenza del 31 marzo, entro la quale il governo si è impegnato a mettere mano alla riforma previdenziale, il ministro dosa le parole: «Il tempo c’è e la base è il memorandum firmato con i sindacati». Un messaggio per Bruxelles ma che in Italia è tutt’altro che pacifico, tanto che Padoa-Schioppa riconosce che «è una questione molto complessa e difficile» che «non si può trattare con dichiarazioni su punti specifici». Pensioni a parte sull’economia europea e italiana tira aria di ottimismo, Padoa-Schioppa si aspetta per l’Italia «che il 2006 si chiuda con una crescita migliore dell’1,6%, forse all’1,7% o 1,8%».

          E intanto la terza edizione dell’indagine «Axa, ricerca sulla pensione 2007» realizzata con interviste a campione in 16 Paesi industrializzati, compresa per la prima volta la Cina, rivela che l’età ideale per andare in pensione secondo i lavoratori italiani è 57 anni, mentre i pensionati indicano un anno in più. Tutti, però, si ritengono abili al lavoro fino ai 66-68 anni.

          I pensionati hanno indicato 58 anni sia come età desiderabile sia come età effettiva del congedo. Circa l’età limite per essere considerati in grado di lavorare, invece, la sorpresa: la risposta data dai lavoratori dipendenti è stata 66 anni, due in meno rispetto all’età indicata dai pensionati, valori mediamente superiori rispetto a quelli indicati da portoghesi, spagnoli, francesi e tedeschi e in linea con britannici e statunitensi, mentre i cinesi si ritengono abili al lavoro soltanto fino a 56-58 anni.

          Sulla possibilità di diluire i tempi della riforma interviene Massimo Michaud, presidente e ad di Axa Italia, che ha proposto di «eliminare scaloni e scalini per fare una scala normale», ricordando come «in Francia, ai tempi della riforma delle pensioni per i ferrovieri, le agitazioni seguite alla proposta del governo furono talmente forti che indussero l’esecutivo alle dimissioni e poi non si fece più nulla».