Pensioni, Paci boccia la delega Ma Abi e Ania danno il via

07/02/2002





Allarme del presidente dell’Inps: �Buco con la decontribuzione
Pensioni, Paci boccia la delega Ma Abi e Ania danno il via
ROMA – Con la decontribuzione prevista dalla delega sulle pensioni si apre un buco in prospettiva che �creer� problemi per pagare le pensioni di oggi e dei prossimi 35 anni�. A lanciare nuovamente l’allarme sugli effetti previste dalla riforma delle pensioni varata dal Governo � stato ieri, nel corso di un’audizione alla commissione Lavoro della Camera, il presidente dell’Inps, Massimo Paci, che ha chiesto un provvedimento ad hoc �fiscale o di altro tipo� per compensare il minor gettito: nel 2040 oscillerebbe tra i 223 e i 370 miliardi di euro. Paci ha anche caldeggiato la �libera scelta� sulla destinazione del Tfr ai fondi pensione, ricorrendo magari al silenzio-assenso, considerando poi urgente il riordino degli ammortizzatori sociali. Il presidente dell’Inps � comunque favorevole al lancio della previdenza integrativa purch� non vada a discapito di quella pubblica. Un giudizio positivo sulla delega, � stato invece espresso dal presidente dell’Abi, Maurizio Sella (con qualche riserva) e dal presidente dell’Ania, Alfonso Desiata. Paci: �Problemi a pagare le pensioni nei prossimi 35 anni�. Per il presidente dell’Inps l’aumento delle aliquote contributive sui parasubordinati servir� a compensare la decontribuzione di 3-5 punti sui neo-assunti solo nei primi anni. �Gi� dal 2005 – ha detto Paci – le mancate entrate contributive dovute alla riduzione dei contributi per i neo-assunti sono enormemente superiori alle entrate che possono provenire dai parasubordinati�. E cos� – ha aggiunto – �ogni anno dovremo bussare alla porta della Ragioneria generale dello Stato per far fronte al pagamento delle pensioni�. Secondo Paci, il problema non sar� tanto per i trattamenti dei neo-assunti �ma per quelli che dovremo retribuire di qui ai prossimi 35-40 anni� per effetto del sistema a ripartizione. E il presidente dell’Inps ha presentato anche una simulazione imperniata su una previsione di 400mila assunti l’anno e su maggiori entrate dai parasubordinati che cresceranno progressivamente fino a fermarsi a quota +3,5 miliardi di euro nel 2010: nel 2005 il minor gettito sarebbe di 1,2 miliardi di euro con un taglio di 3 punti dei contributi o di 2,1 miliardi di euro con una riduzione di 5 punti, a fronte di maggiori entrate per 1,3 miliardi di euro dai parasubordinati; nel 2015 il "buco" sarebbe di 15,3 miliardi di euro (taglio del 3%) e 26 miliardi (-5%) con maggiori entrate dai parasubordinati ferme a 3,5 miliardi di euro; nel 2040 si salirebbe a 223,3 miliardi di euro (-3%) o a oltre 370 miliardi di euro (-5%). Paci ha poi criticato la misura che prevede l’invarianza della pensione nel caso di decontribuzione: �Alla prima lettura della delega ho pensato alla bancarotta�.
Da Abi e Ania solo dubbi tecnici: la delega � �ok�. La valutazione positiva di Sella �si estende allo strumento prescelto per gli elementi di flessibilit� insiti� e riguarda anche �il metodo,il confronto con le parti sociali�. Sella per� anche rilevato che �i principi della delega devono essere letti tenendo conto dei riflessi negativi sulla gestione del Fondo di solidariet� per il personale delle imprese di credito: destano preoccupazioni – ha aggiunto – le indicazioni in tema di incentivi per chi intende restare al lavoro�. L’Abi ha poi chiesto che venga assicurata �la parit� di competitivit� tra le diverse forme di previdenza complementare�. E una richiesta in tal senso � stata formulata anche da Desiata, che ha comunque espresso un giudizio positivo sull’impianto della delega. A proposito dell’innalzamento dell’et� pensionabile, il presidente dell’Ania ha suggerito di introdurre anche in Italia la prassi esistenti in alcuni Paesi Ue di uscita �morbida� dall’attivit� facendo leva sulla contrattazione tra azienda e lavoratore di particolari forme di lavoro (ad esempio il part time).
Famigliari (Inpdap): non chiaro il riassetto degli enti. Anche il presidente dell’Inpdap, Rocco Famigliari, � stato ascoltato dalla commissione Lavoro della Camera. Secondo Famigliari la delega �, data l’ampiezza delle soluzioni consentite non consente di prevedere quale sar� l’assetto organizzativo definitivo� degli enti previdenziali. Marco Rogari

Gioved� 07 Febbraio 2002