Pensioni, nuovo «boom» delle anzianità

10/09/2002

      10 settembre 2002




      ALLARME SUI CONTI CONTI&SVILUPPO


      Pensioni, nuovo «boom» delle anzianità

      Rilevazione Inps: nei primi sei mesi 2002 accolti 128.346 trattamenti anticipati con una crescita del 25,88% rispetto al 2001


      ROMA – L’onda lunga delle pensioni di anzianità non si esaurisce. Nei primi sei mesi di quest’anno l’Inps ha accolto 128.346 domande di trattamento "anticipato": 26.351 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una crescita pari al 25,88 per cento. Complessivamente ad ottenere il via libera sono state 378.740 richieste di pensionamento: il 19,33% in più di quelle "deliberate" nel primo semestre dello scorso anno. E a far registrare delle significative impennate sono stati, oltre alle anzianità, gli assegni di reversibilità (+16,43%) e di vecchiaia (+14,84%). Il quadro che emerge dall’ultima rilevazione condotta dall’Inps, nell’ambito della verifica dell’andamento produttivo dell’ente al 30 giugno 2002, non è certo rassicurante. Anche se alcuni dei "picchi" sono dovuti all’attivazione di un meccanismo più rapido di smaltimento delle giacenze. Non a caso l’Istituto fa notare che la "giacenza" scende del 28,34% nei primi sei mesi di quest’anno, mentre nello stesso periodo del 2001 la riduzione era stata di poco superiore all’8 per cento.
      Boom di uscite anticipate nei fondi speciali. A guidare la fuga verso i pensionamenti di anzianità sono soprattutto gli iscritti nei cosiddetti fondi speciali Inps (ex fondo trasporti, elettrici e telefonici). Su questo fronte lo sbalzo verso l’alto delle domande accolte è stato del 569,54 per cento. Ma a far registrare una crescita non certo trascurabile sono stati anche il fondo lavoratori dipendenti (+22,19% al netto dell’ex fondo trasporti), la gestione dei coltivatori diretti (+36,51%) e quella degli artigiani (+24,52%). In quasi tutti i casi, però, ha influito "l’effetto giacenza". L’Inps fa infatti notare che la velocizzazione delle domande giacenti all’inizio dell’anno rispetto al "ritmo" del 2001 ha contribuito ad accelerare il flusso dei via libera alle richieste. Non a caso – fa sempre osservare l’Istituto – complessivamente il numero delle domande di pensionamento di anzianità presentate nei primi mesi di quest’anno è risultato leggermente inferiore a quello pervenuto nel primo semestre 2001: 152.587 contro 152.992 (-0,26%). E tra le gestioni più importanti la sola a far registrare una lievitazione (e pure cospicua) delle richieste di uscita verso le "anzianità" è stata quella dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri: +28,26 per cento. Al di là dello smaltimento dell’arretrato, se il trend sarà (come sostengono molti esperti) confermato nel secondo semestre, alla fine dell’anno la crescita delle domande di pensionamento di anzianità accolte dall’Inps potrebbe superare quota 50% rispetto allo scorso anno.
      Crescono le "reversibilità". A segnare una crescita "a tutto campo" sono le pensioni di reversibilità. Nei primi sei mesi dell’anno l’Inps ha accolto quasi 121mila richieste per questi trattamenti: oltre 18mila in più rispetto al 2001, con una lievitazione del 16,43 per cento. Ma in questo caso sono salite anche le "nuove" domande: +5,56% sullo stesso periodo dello scorso anno. Sempre anche per effetto della velocizzazione del meccanismo dello smaltimento delle giacenze sono risultati in crescita anche i via libera alle richieste di pensionamento di vecchiaia (+14,84%), che hanno raggiunto quota 102.024 contro le 88.838 del 2001. Su questo versante, però, le nuove domande pervenute all’Inps nel primo semestre 2002 sono risultate inferiori del 3,22 per cento rispetto allo scorso anno.
      L’Inps: conti in linea con le previsioni. L’Istituto guidato da Massimo Paci ha più volte ripetuto che i conti dell’ente sono sostanzialmente in linea con le previsioni. Dai risultati di cassa dei primi sei mesi del 2002 emerge, rispetto all’ultima nota di variazione al bilancio, un minore fabbisogno finanziario per 30,1 milioni di euro. Complessivamente le riscossioni hanno raggiunto 45.298,5 milioni di euro (220,5 in più rispetto al previsto) e i pagamenti i 74.098,3 milioni di euro (247,4 in più rispetto alle stime originarie). Gli apporti dello Stato sono risultati pari a 21.204,3 milioni €. Sempre dalla semestrale, comunque, emerge che le uscite dell’Istituto crescono di 247,4 milioni di euro rispetto alle previsioni andando a toccare quota 74.098,3 milioni di euro. La crescita, in particolare, è dello 0,3% sul budget e del 4,8% rispetto al consuntivo 2001.
      Marco Rogari