Pensioni, nuovo affondo di An

16/06/2003

     

     lunedì 16 giugno 2003
    Pagina 32 – Economia
 
 
    Pensioni, nuovo affondo di An Maroni:
    vertice a tre per decidere
      Urso: intervenire con incentivi e disincentivi

      ROMA – Settimana decisiva per le pensioni. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, al termine del suo viaggio di tre giorni in Scandinavia, che dovrebbe concludersi venerdì, potrebbe finalmente incontrare il premier Silvio Berlusconi e il collega dell´Economia Giulio Tremonti. Un chiarimento atteso fin da metà maggio e sempre rinviato, ufficialmente a causa della campagna elettorale. I tempi ora sono maturi visto che la delega galleggia faticosamente in Parlamento e la verifica di governo dovrà affrontare la questione, strudiando magari le ipotesi di misure strutturali nel Dpef.
      Da sabato prossimo in poi, ogni giorno potrebbe essere quello giusto per il faccia a faccia sul delicato nodo pensioni, un tema tornato ieri nuovamente sul tavolo del sindacato e del ministro Maroni dopo le dichiarazioni del viceministro alle Attività produttive e responsabile per il Commercio estero Adolfo Urso. Da Algeri, Urso ha infatti richiamato l´attenzione sulla necessità di avviare «subito la riforma delle pensioni per allungare la vita lavorativa con incentivi e disincentivi. Soprattutto l´Italia – ha detto – deve mettere mano alla riforma previdenziale perché ha il più basso tasso di natalità del mondo, la popolazione più vecchia d´Europa ed un tasso di occupazione sotto la media europea». Uno squilibrio che «graverà sulla popolazione lavorativa e che quindi sarà superiore a quella degli altri lavoratori d´Europa». Insomma, serve subito «un atto di grande responsabilità da parte di sindacati e ceto imprenditoriale per mettere mano alla riforma del sistema pensionistico».
      La replica di Maroni non si è fatta attendere: «Sulla questione ho chiesto un mese fa un incontro con Berlusconi e con il ministro Tremonti. Noi tre siamo gli unici titolati a prendere decisioni che impegnino il governo in materia di pensioni. Venerdì la Lega ha preso posizione sull´argomento. E quella è la posizione con cui andrò all´incontro, quando sarà fissato». Nessun passo indietro, dunque, nessun ripensamento da qui all´imminente incontro.
      E soprattutto, nessun via libera all´introduzione di disincentivi penalizzanti come chiesto da Urso. Infatti la linea del ministro leghista è fedele all´impianto originario della delega e contraria ad interventi che possano condurre a nuovi strappi con il sindacato che renderebbero più complicata la gestione del capitolo pensioni.

      Cgil, Cisl e Uil puntano ad introdurre modifiche nel testo in discussione e fanno muro contro qualsiasi ipotesi di introdurre disincentivi. Un punto, quest´ultimo, sul quale Maroni si è sempre dimostrato d´accordo.
      Sul tappeto al momento, spiegano al ministero del Welfare, c´è soltanto la delega previdenziale che ha come obiettivo l´aumento dell´età pensionabile e l´incentivazione della previdenza complementare. Se si dovesse puntare su strumenti tecnici che penalizzino chi intendesse uscire dal mercato del lavoro – ha spiegato una settimana fa ai giovani di Confindustria a Santa Margherita ligure, Maroni – «bisognerebbe gettare la delega nel cestino».
      (lu.ci.)