Pensioni, nessun decreto sul bonus

16/04/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Primo Piano
Numero 091, pag. 3 del 16/4/2004
Autore: di Teresa Pittelli
 
Pensioni, nessun decreto sul bonus
 
Il chiarimento del ministro del welfare.
È polemica sui dati dell’Ires Cgil sul lavoro minorile.
Maroni: la riforma sarà approvata prima della pausa estiva
 
Nessun decreto sul bonus retributivo per chi resta al lavoro dopo l’età della pensione e riforma delle pensioni approvata entro luglio.

Il ministro del welfare, Roberto Maroni, ha chiarito che il bonus, pari al 32,7% in più in busta paga, non produrrebbe risparmi nel 2004, e dunque la sua partenza anticipata rispetto al resto della delega pensionistica ´sarebbe inutile’. Sui tempi di approvazione della delega, messi in forse dall’avvicinarsi della tornata elettorale per le europee, Maroni è pronto a scommettere: ´La riforma sarà approvata in via definitiva prima della pausa estiva’. Maroni ieri ha anche convocato una conferenza stampa per contestare i dati diffusi da un rapporto dell’Ires-Cgil sul lavoro minorile, secondo il quale sarebbero 400 mila i bambini e gli adolescenti al lavoro, spesso in condizioni di sfruttamento. Secondo il ministero del welfare i minori che lavorano sono invece 141 mila. ´Di questi, solo 31 mila, pari allo 0,66% della popolazione minorile dai 7 ai 14 anni, vi sono costretti, mentre tutti gli altri lo fanno per comprarsi il motorino o il cellulare’, ha spiegato il ministro.

Niente incentivi nel 2004. Fra le altre ragioni del no allo stralcio degli incentivi dalla delega sulla previdenza, oltre ai dubbi della ragioneria generale dello stato sulla possibilità di ottenere risparmi a breve (e quindi anche l’ininfluenza dello stralcio ai fini del giudizio delle agenzie di rating), per il ministro c’è anche l’esigenza di ´non procedere a spezzoni’. Maroni ha anche ricordato ´che non ci sono precedenti nella storia parlamentare di una delega approvata con un decreto legge’.

Riforma pensioni entro luglio. ´Scommetto tutto quello che ho in tasca, e cioè 15 euro, che la delega previdenziale sarà approvata dal parlamento prima della pausa estiva’, ha detto Maroni. ´Nelle nostre intenzioni il passaggio alla camera della delega, una volta che sia stata approvata dal senato, sarà molto rapido perché non prevediamo ulteriori modifiche a Montecitorio’, ha chiarito il ministro. Secondo il quale lo slittamento a maggio dalla data fissata inizialmente su impulso del governo per iniziare l’esame dell’aula di Palazzo Madama, e cioè il 19 aprile, non dipende dalle elezioni europee in arrivo. E cioè dal timore del governo di pagare alle urne, come è già successo al primo ministro francese, Jean Pierre Raffarin, l’approvazione di una riforma avversata dai sindacati e da una parte dell’opinione pubblica. ´Lo slittamento è stato deciso dalla conferenza dei capigruppo del senato, non dal governo’, ha tagliato corto Maroni.

´Solo’ 31 mila i minori sfruttati. Il ministro ha attaccato su due fronti la Cgil per la pubblicazione dello studio sul lavoro minorile. In primo luogo, ha contestato il fatto che i dati forniti dall’Ires siano ´vecchi’, risalgano cioè al 2000, ´anno in cui non c’era in carica questo esecutivo, mentre la Cgil li ha usati per imputarne al governo la responsabilità’, ha detto Maroni. Il ministro ha aggiunto di sperare che ´si sia trattato di un errore e non di un’odiosa strumentalizzazione di un tema così delicato manipolato per fini politici’. Nel merito, poi, Maroni ha tirato fuori uno studio condotto dal ministero insieme all’Istat nel 2002, dal quale risulta che sono 141 mila, e non 400 mila, i ragazzi che lavorano in Italia. Ma che di questi ´solo’ 31 mila, cioè meno di un decimo di quelli di cui parla la Cgil, vengono sfruttati e forzati a lavorare. ´Tutti gli altri’, ha chiarito Maroni, ´fanno un lavoretto per comprarsi il motorino o il cellulare’. ´Capisco che siamo in campagna elettorale’, ha insistito il ministro, ´ma la facciano i partiti e non i sindacati’.

Dura la replica dei Ds. ´L’irritazione di Maroni è incomprensibile’, ha detto Anna Serafini, responsabile Ds per l’infanzia, secondo la quale ´il governo non ha fatto nulla contro il fenomeno, e la carta di impegni del 1998 è stata totalmente disattesa’.
I Ds annunciano alcune proposte sul tema, che saranno lanciate in un seminario il 28 aprile, fra le quali innalzare l’obbligo scolastico e far sì che fino a 18 anni i contratti di lavoro abbiano contenuto soprattutto formativo. (riproduzione riservata)