Pensioni, nella delega decollano le polizze

28/04/2004


        sezione: ITALIA-POLITICA
        ata: 2004-04-28 – pag: 11
        autore: MARCO ROGARI

        W ELFARE E CONTI • Via libera in commissione al Senato al Ddl di riforma: equiparati regole e controlli dei trattamenti integrativi

        Pensioni, nella delega decollano le polizze

        Cerchiai (Ania): «Nulla a favore delle compagnie» – Assogestioni preoccupata e sindacati all’attacco
        ROMA • Via libera all’introduzione di regole e controlli comuni per tutte le forme di previdenza complementare, comprese le polizze assicurative individuali. È questa l’ultima novità apportata dalla commissione Lavoro del Senato, sulla base di un accordo raggiunto nei giorni scorsi dalla maggioranza, alla delega Maroni prima di concederle il disco verde, in sede referente. La riforma può così approdare domani in Aula a Palazzo Madama. Anche se la discussione vera e propria comincerà il 4 maggio con l’obiettivo, comunque, di chiudere entro la metà del prossimo mese. Il testo dovrà poi fare un nuovo passaggio alla Camera. Sulla possibilità che la riforma riceva l’approvazione definitiva prima delle elezioni, il ministro Gianni Alemanno afferma che allo stato attuale «è difficile fare delle previsioni perché i tempi si fanno sempre più ristretti». Soddisfazione comunque è stata espressa anche per le ultime modifiche sulla previdenza complementare dalla maggioranza. Ed anche dall’Ania. Dura invece la reazione dei sindacati: il Governo ha deciso di affossare la previdenza complementare. E critiche sono arrivate anche da Ds e Verdi. L’equiparazione polizze-fondi. Alla fine, dunque, la maggioranza ha optato per l’equiparazione tra fondi pensione e polizze assicurative individuali, sia pure in una formula più "soft" rispetto a quella ipotizzata inizialmente. A sbloccare la situazione, dopo la mezza frenata di martedì, è stato un mini-vertice dei capigruppo della Cdl in commissione, che si è tenuto prima dell’avvio dei lavori in commissione. È così passato un solo emendamento (in una nuova versione), primo firmatario il presidente della commissione, Tomaso Zanoletti (Udc), che prevede «l’eliminazione degli ostacoli che si frappongono alla libera adesione e circolazione dei lavoratori all’interno del sistema delle previdenza complementare, definendo regole comuni, in ordine in particolare alla comparabilità dei costi, alla trasparenza e portabilità, al fine di tutelare l’adesione consapevole dei soggetti destinatari». La situazione di parità riguarderà, oltre le polizze, anche le adesioni individuali ai fondi aperti. E tutte le forme "integrative" saranno sottoposte a controlli unificati da parte della Covip. Non solo: qualche altra novità potrebbe essere introdotta dall’Aula (alcuni emendamenti risultano di fatto accantonati). A lasciarlo intendere è Oreste Tofani (An): in Aula ci potrebbe essere spazio «per eventuali inserimenti». L’Ania: nulla a favore delle assicurazioni. «Non vedo nulla a favore delle compagnie», afferma il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai. Che aggiunge: «Credo che siamo in presenza di un emendamento che va a favore della libertà di scelta del singolo e a favore del mercato nel senso di aumentarne l’efficienza». E il direttore generale dell’Ania, Gian Paolo Galli, fa notare che «aver aperto alla libertà di scelta del lavoratore non sminuisce il ruolo dei fondi negoziali» aggiungendo poi che l’emendamento contribuirà comunque ad aumentare le adesioni alle forme previdenziali integrative. Assogestioni critica.
        l presidente di Assogestioni, Guido Cammarano, giudica positivamente l’unificazione dei controlli ma afferma che con l’attuale testo resta il pericolo del trasferimento della gestione della previdenza integrativa dalla gestione finanziaria a quella assicurativa. Sindacati all’attacco.
        La Cgil accusa il Governo di voler affossare la previdenza complementare. E la Cisl considera «un errore» l’equiparazione delle polizze individuali ai fondi. Il sì della Commissione alla delega. Il testo che ha ottenuto il "sì" della Commissione prevede che dal 2008 si potrà andare in pensione di anzianità con 40 anni di contribuzione oppure con 60 anni più 35 di contributi. Resterà possibile l’uscita anticipata con 57 anni e 35 di contributi ma con una penalizzazione. Fino a tutto il 2007 chi, pur in possesso dei requisiti di anzianità, deciderà di restare al lavoro beneficerà di un super-bonus (32,7% detassato).
        È poi previsto il "silenzio-assenso" per l’uso del Tfr maturando; la decontribuzione invece è stata soppressa. Soddisfatto il relatore della delega, Carmelo Morra (Fi): «Il provvedimento che esce dalla commissione Lavoro del Senato è notevolmente migliorato».