Pensioni: Nel Prc sconfitta la linea anti-riforma

16/07/2007
    lunedì 16 luglio 2007

    Pagina 7 – Economia

      il confronto

        Il comitato politico finisce con il 90% dei consensi alla linea del segretario sulla previdenza

          Il Prc schiaccia la minoranza
          sconfitta la linea anti-riforma

            GOFFREDO DE MARCHIS

            ROMA – Rifondazione compatta, Rifondazione che non lascia varchi a nessuno, né a sinistra né a destra, ora che si avvicina la curva finale della trattativa sulle pensioni. A Prodi risponde che la copertura finanziaria per lo "scalino" esiste. A Rutelli e agli oppositori interni dell´ala più radicale mostra l´immagine più granitica di Prc. Franco Giordano celebra infatti una vittoria schiacciante della sua linea al parlamentino del partito, riunito al centro congressi Frentani, a Roma. È la risposta di Rifondazione alle critiche, la risposta di un partito chiamato in questi giorni a reagire su un doppio fronte. Le accuse da sinistra (che porteranno a una ormai annunciatissima scissione) e l´«offensiva neocentrista», certificata dal "manifesto dei coraggiosi" scritto da Francesco Rutelli. La linea del segretario passa al comitato politico con una maggioranza che con luogo comune si definisce bulgara: 90,1 per cento. «Anche troppo», scherza Giordano.

            Agli assetti del congresso di Venezia (dove Fausto Bertinotti vinse con il 59 per cento) si aggiungono oggi i consensi di Claudio Grassi, allora all´opposizione. «Mi convince la proposta della segreteria, mi convince la consultazione dei militanti sul gradimento al governo, mi convince il richiamo al programma», dice Grassi. Morale: Giordano raccoglie 146 voti a favore su un totale di 162. Spiega Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera: «Questo risultato è figlio del momento che stiamo vivendo. Di fronte agli attacchi, il partito mostra la sua compattezza. Non poteva essere altrimenti». Dunque al comitato politico di Prc, riunito per l´ultimo giorno nella sala del quartiere San Lorenzo mentre Roma è svuotata dal caldo, le minoranze restano schiacciate. Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, se n´è andato, dopo l´intervento di sabato. Giordano lo fa notare più volte, durante la replica: «Mi piacerebbe dire a Giorgio, se solo fosse qui…». Un artificio retorico, prima dell´attacco frontale: «Ci sono compagni che vengono qui esclusivamente per attaccare il gruppo dirigente quando ci sono le telecamere e i giornalisti. E che alla fine preferiscono non partecipare al dibattito». In questo parlamentino la forza della maggioranza interna è davvero indiscutibile. L´ordine del giorno firmato da Cremaschi, Salvatore Cannavò e Fosco Giannini per l´abolizione dello scalone e il ritorno ai 57 anni raccoglie 22 voti. La proposta di una sinistra alternativa, fuori dal governo, presentata da Cannavò "incassa" 12 consensi. Il leader della componente oltranzista è sempre più fuori dal partito. Riunito in fondo alla sala con i suoi militanti, non risparmia battute e commenti sarcastici durante la replica di Giordano. «A settembre costruiremo un´altra sinistra – annuncia Cannavò – per uscire dal falso unanimismo di Prc».

            Sulla linea dello "scalino", Giordano tiene insieme praticamente tutte le anime di Rifondazione. E non c´è dubbio che il manifesto rutelliano abbia favorito questo risultato. Alfonso Gianni, sottosegretario al Tesoro, vede qualcosa di «peggio dell´attacco centrista. Vogliono scaricare Rifondazione per fare una coalizione con le destre». E il problema non è Prc, la sua possibile rottura sulla previdenza «perché alla fine saranno i lavoratori con il referendum a dire se l´accordo è giusto o meno», spiega Gianni.

            L´intesa sulle pensioni serve anche allo sviluppo della Cosa rossa. «È una sfida strategica al Partito democratico», dice Giordano. Ma non passerà dallo scioglimento di Prc. «Anche perché – avverte Migliore – senza Rifondazione non c´è nemmeno il soggetto unitario a sinistra».