Pensioni, muro contro muro

07/07/2003

 

lunedì 7 luglio 2003 
Pagina 2 – Economia
 
 
Pensioni, muro contro muro
I Ds: opposizione durissima. Oggi decidono Lega e Udc
          Mercoledì il governo deve scegliere se modificare oppure no la delega previdenziale all´esame delle Camere
          Tremonti studia un provvedimento che conterrà tagli, ma anche misure a favore di sanità e famiglia
          La Quercia: dopo la bugia sul milione al mese, ecco un attacco al sistema


          ROMA – Pensioni e alleanza di governo: la settimana è decisiva. Sia perché oggi stesso la Lega di Bossi e di Maroni dovrà decidere cosa intende fare, sia perché mercoledì l´esecutivo dovrà rendere noto se intende o meno modificare la delega previdenziale già varata.
          I tempi sono stretti: il Dpef (Documento di programmazione economica che detta le linee della Finanziaria) sarà presentato con tutta probabilità al Consiglio dei ministri dell´11 luglio. Dovrebbe contenere appunto, almeno per la parte previdenziale, tendenze generali che vadano oltre i classici tre anni. L´opposizione è uscita allo scoperto: se passeranno i tagli di cui si parla (dai disincentivi per chi chiede la pensione di anzianità all´innalzamento dell´età minima da 57 a 60 anni) ci sarà battaglia sia nel Parlamento che nel paese. Lo ha annunciato ieri il leader dei Ds Fassino, schierandosi a fianco del sindacato che – unito – ha già ventilato lo sciopero generale.
          Tutto quindi si gioca nei prossimi giorni. Dagli orientamenti che la segreteria della Lega Nord darà oggi al suo ministro del Welfare si capirà se Bossi intende o meno proseguire sulla linea promessa all´elettorato e garantita fino ad ora da Maroni – la riforma è già fatta, basta la delega, ma anche sull´anzianità scelta politica – o se invece si schiererà a favore dei tagli voluti da Tremonti e appoggiati da Berlusconi.
          La verifica di governo ha chiarito solo che la riforma si farà. Ora tutto sta nel vedere come. In attesa di conoscere quali delle ipotesi in campo sarà applicata, l´opposizione ha garantito battaglia durissima. «Comprendiamo lo sconcerto dei cittadini per i tagli annunciati dallo stesso governo che li ha clamorosamente ingannati promettendo un milione al mese ai pensionati più poveri» scrive in una nota il leader dei Ds Fassino. «Contrasteremo con fermezza, in Parlamento e nel paese, le proposte di taglio alle pensioni che si stanno profilando perchè colpiscono il sistema previdenziale e non danno nulla ai giovani». Quello ventilato dal governo «è un attacco alle pensioni per fare cassa, per trovare 3 mila miliardi ad un Tremonti che ne ha buttati 4 mila con la Tremonti bis».

          I Ds ammettono il varo di incentivi a restare al lavoro, ma non il blocco dei diritti. Sulla stessa linea ci sono Verdi, che in caso di tagli annunciano «un semestre di scontri sociali», e la Margherita.
          Quanto alla maggioranza, Berlusconi ieri ha evitato di rispondere a domande sul tema; Ignazio La Russa di An ha detto che «di pensione se ne può parlare solo se ci sarà la grande intesa, se si coinvolgono le parti sociali e se non si danneggiano quelli che sono già in pensione». D´altro canto nei giorni scorsi il suo leader Gianfranco Fini si era mantenuto molto cauto trincerandosi dietro un «tutto è ancora da definire». Plauso invece dal nuovo Psi che considera la riforma «ineludibile». Di fatto si sa che gli uomini di Tremonti stanno lavorando ad un documento di peso, caratterizzato da interventi tutt´altro che di forma. La formula dovrebbe essere quella di un decreto che contenga oltre ai tagli sulla previdenza anche pacchetti a favore della famiglia e della sanità.
          (l.gr.)