Pensioni minime: proteste per l’aumento in due tempi

04/01/2002





Pensioni minime: proteste per l’aumento in due tempi
Sa.Fo.
ROMA – Pensioni a un milione di lire, l’Inps non ce la fa. Come anticipato dal Sole-24Ore del 28 dicembre, solo 600mila, i soli di cui l’Istituto dispone dei dati reddituali, potranno contare da subito sull’aumento a un 516,46 delle pensioni. Lo conferma lo stesso Inps, (il testo della nota è all’indirizzo Internet http://domino00.inps.it/infopersonalizzata.nsf/ModUltimeNovita). Ai restanti 1.600.000 pensionati, possibili beneficiari dell’aumento, l’Inps invierà a casa una lettera nel mese di gennaio per acquisire i dati relativi ai redditi personali e del coniuge. Per il riconoscimento dell’aumento non è previsto che i pensionati siano contattati a domicilio da funzionari Inps. Pertanto, spiega l’Inps, chi dovesse ricevere eventuali telefonate o visite a domicilio a nome dell’Inps è pregato di segnalarle ai numeri di pronto intervento 113 e 112. I sindacati dei pensionati hanno commentato con preoccupazione le modalità e i tempi per l’aumento. E giudicano lo slittamento un ritardo che si aggiunge alle ingiustizie sulle modalità degli aumenti. «I dati dell’Inps confermano – ha detto il segretario generale dei pensionati della Cgil, Raffaele Minelli – che gli interessati agli aumenti sono appena un terzo della platea di coloro che sono al di sotto di un milione. Ci sarà molto malcontento perché molti di coloro che sulla base di una promessa elettorale si aspettano un aumento non lo avranno. Le pensioni che saranno aumentate per prime sono quelle sociali, che non si basano sui contributi versati». «Sulle modalità di aumento a un milione – ha affermato il segretario generale della Uilp, Silvano Miniati – sono confermate tutte le nostre preoccupazioni e la validità delle nostre critiche. Al mancato rispetto delle promesse elettorali si aggiungono così anche confusione e imperizia»

Venerdí 04 Gennaio 2002