Pensioni minime, i fondi inutilizzati finanzieranno le famiglie numerose

04/06/2003
        MERCOLEDÌ, 04 GIUGNO 2003
         
        Pagina 36 – Economia
         
        Verrà votato oggi il decreto di copertura per gli assegni ai nuclei familiari con almeno tre figli e reddito basso
         
        Pensioni minime, i fondi inutilizzati finanzieranno le famiglie numerose
         
         
         
         
        GIOVANNA CASADIO

        ROMA – I soldi dei pensionati passano ai bebè. Il più sbandierato impegno del governo Berlusconi – un milione di lire (516.50 euro) di pensione minima per i bisognosi – è arrivato all´ultimo atto. Lo scriverà stamani la Camera, votando in corner, alla vigilia dei ballottaggi per le amministrative, il decreto (scade il 15 giugno) che finanzia gli assegni per le famiglie con almeno tre figli minori e un basso reddito, e che attinge proprio ai fondi non utilizzati per le pensioni al minimo.
        Un «dirottamento di risorse» che ha reso possibile la «quadratura del cerchio» in fatto di politica sociale e aiuto alle famiglie, secondo la sottosegretaria al Welfare, la forzista Grazia Sestini. È stato infatti il ministro Maroni a puntare i piedi in consiglio dei ministri per reperire così la somma dei circa 150 milioni di euro per i cosiddetti «diritti soggettivi» previsti dal Fondo sociale e però penalizzati dalla finanziaria di Tremonti. Ecco quindi che, se oggi l´aula di Montecitorio darà il suo ok definitivo, le famiglie numerose (e le mamme che non godono delle tutele riconosciute alle lavoratrici madri) avranno la disponibilità dell´assegno mensile di circa 113 euro.
        Ma tra i Poli è già scontro. Nulla da eccepire da parte dell´Ulivo e di Rifondazione sulla "provvidenza per i figli" (che del resto è stata istituita con una legge del centrosinistra) ma molto da ridire sull´ «artificio contabile» grazie al quale si toglie da un lato ai pensionati per «mettere una pezza» dall´altro alla «assenza di una politica per le famiglie». I Ds con tre emendamenti chiedono una copertura seria del provvedimento affinché non sia una «delle solite scatole vuote» e denunciano la «politica sociale d´improvvisazione del governo». Beppe Fioroni della Margherita accusa: «È una guerra tra poveri e la prova che sull´aumento delle pensioni minime il governo ha dichiarato un cumulo di bugie».
        Insomma, «il finale con beffa del tanto strombazzato aumento al milione di vecchie lire per i pensionati al minimo». Katia Zanotti (ds) parla in aula di una «manovra preoccupante sulla contabilità dello Stato stornando da una legge all´altra i risparmi impropriamente definiti certi». L´Ulivo annuncia che intende astenersi; Rifondazione potrebbe votare contro. Mentre la relatrice del provvedimento, Carla Castellani di An legge la relazione tecnica con la quale si spiega nel dettaglio com´è stato possibile che dai pensionati i soldi siano finiti ai bebè. È andata così: «La platea dei residenti all´estero le cui difficoltà di comunicazione dei dati necessari all´Inps erano accentuate da ragioni geografiche, è stata interessata nella sua interezza alla procedura semplificata…» esordisce. In sintesi, dei previsti 180 mila pensionati al minimo residenti all´estero, l´Inps ha ricevuto notizia di soli 68.356 posizioni. L´esborso totale è stato di 103 milioni di euro, con «economie pari a 136 milioni di euro». Giusto quelli che ci volevano per colmare il gap dell´assegno per i figli (per cui la finanziaria aveva stanziato solo 33 milioni di euro). E per una volta funziona al contrario: sono i pensionati ad avere i nuovi nati in carico.