Pensioni minime, estesa la platea degli aumenti

18/09/2002




18 settembre 2002


ITALIA-POLITICA
Pensioni minime, estesa la platea degli aumenti


ROMA – Estensione della platea dei beneficiari degli aumenti a 516 euro mensili delle pensioni al minimo e adeguamento all’inflazione programmata degli assegni bassi già "ritoccati". Sono queste le due misure, che dovrebbero confluire nella Finanziaria 2003, alle quali sta lavorando il ministro del Welfare, Roberto Maroni. E sempre con la Finanziaria scatterà, come già annunciato, la progressiva abolizione del divieto di cumulo. Che, con tutta probabilità, sarà estesa anche ai dipendenti pubblici. Tutta da definire la partita degli incentivi. Allo studio resta un pacchetto di mini-incentivi da agganciare al cumulo per favorire la permanenza al lavoro. Sui "bonus", invece, Maroni continua ad escludere qualsiasi anticipo nella manovra. E, rispondendo al direttore del "Tg5", Enrico Mentana, che ha definito «delittuoso non procedere alla riforma delle pensioni», afferma che sarebbe «delittuoso» abolire le "anzianità": «La riforma della previdenza – aggiunge Maroni – è stata già affrontata dal Governo con la delega presentata in Parlamento». "Minime" a 516 €: platea più ampia. «Ci stiamo lavorando, si stanno verificando i conti con la nuova presidenza dell’Inps»: con queste parole il ministro del Welfare conferma l’intenzione di allargare la platea dei beneficiari dei ritocchi alle "minime" utilizzando le risorse rimaste inutilizzate dopo la prima tranche degli aumenti. Con il nuovo intervento dovrebbe anche essere eliminato il tetto di età a 60 anni per gli invalidi al 100 per cento. Il Governo ha poi deciso di assicurare per il 2003 l’adeguamento al tasso di inflazione programmato delle pensioni per le quali è già scattato l’aumento. Cumulo anche per gli "statali". Nella Finanziaria saranno inserite altre due misure: la confluenza dell’Inpdai nell’Inps e la progressiva abolizione del divieto di cumulo. Che sarà consentito ai lavoratori che decideranno di rinviare il pensionamento di anzianità fino al conseguimento di 37 anni di contribuzione e di almeno 57 anni di età anagrafica (58 per gli "autonomi"). E, con tutta probabilità, questa misura sarà estesa anche gli "statali". I mini-incentivi allo studio. Al cumulo dovrebbe essere agganciato un pacchetto di mini-incentivi per favorire l’innalzamento dell’età pensionabile: una riduzione contributiva dell’8,5% per il lavoratore e dell’1,5% per il datore che verrebbe anche esentato dalla contribuzione per gli ammortizzatori sociali. Quanto ai "bonus", alla certificazione dei diritti acquisiti e allo smobilizzo del Tfr, Maroni ha ripetuto che «il luogo deputato a discuterne» resta la delega. Ma proprio il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio, Domenico Benedetti Valentini (An) si è detto favorevole ad anticipare in Finanziaria le misure sul cumulo e anche quelle sugli incentivi.
Marco Rogari