Pensioni, martedì l’emendamento

05/02/2004



        Giovedí 05 Febbraio 2004

        ITALIA-POLITICA


        Pensioni, martedì l’emendamento

        Welfare – In arrivo le modifiche del Polo – Garonna: riforma subito o stallo


        ROMA – Le correzioni alla delega pensioni per il superamento dello "scalone" sono quasi pronte. Martedì o mercoledì della prossima settimana in commissione Lavoro al Senato la maggioranza formulerà la proposta di modifica. Che dovrebbe prevedere il ricorso a quota 96 nel mix tra età contributiva e anagrafica al posto del vincolo dei 40 anni di contributi dal 2008. Dovrebbero poi essere anche ridotte da 4 a 2 le finestre delle "anzianità". Ad annunciare che le modifiche saranno pronte la prossima settimana e non oggi, come ventilato inizialmente, sono stati il relatore della delega, Carmelo Morra (Fi) e il presidente della commissione Tomaso Zanoletti (Udc). E una conferma indiretta arriva anche dal ministro Roberto Maroni che ribadisce che la prossima settimana convocherà i sindacati per illustrare «la proposta definitiva del Governo».
        Maroni ripete che al momento per riformare le pensioni c’è solo la delega del Governo, sottolineando però ancora una volta che l’Esecutivo «è pronto ad accogliere qualsiasi proposta di modifica» purché entri in vigore dal 2008 e garantisca a regime risparmi pari allo 0,7% del Pil.
        Il ministro aggiunge: «L’importante è che si arrivi a una formulazione unitaria». Maroni poi critica la Margherita per non aver ancora presentato in commissione un emendamento sulla sua proposta di «quota 94».
        Immediata la replica di Francesco Rutelli: la Margherita è pronta a presentare in Parlamento la sua proposta». E a questo punto Maroni afferma: «La Margherita depositi un emendamento in cui formalizza la sua proposta sulla riforma delle pensioni e il Governo sarà pronto ad accoglierla se ci convinceranno che è migliore della nostra».
        I sindacati restano in attesa senza mostrare alcuna fretta anche perché Savino Pezzotta e Luigi Angeletti auspicano che la riforma non si faccia o che venga rinviata. Ma Maroni boccia come «poco responsabile» l’ipotesi di un rinvio della riforma al 2005 formulata da Pezzotta.
        A sostenere che la riforma va fatta subito altrimenti si rischia lo stallo è il direttore del Centro studi di Confindustria, Paolo Garonna: «Preferiremmo una riforma delle pensioni subito, che entri in vigore possibilmente presto e che dia un segnale di certezza a tutti, a una discussione, magari piena di buone intenzioni, ma che però ci porta alle calende greche con il rischio che poi non si faccia più nulla».
        Tornando all’iter della delega, i tempi di approvazione si allungano, visto che le votazioni in Aula al Senato della devolution continueranno anche la prossima settimana. Secondo Tiziano Treu (Margherita) a questo punto è «molto plausibile che la riforma venga votata dopo il test elettorale di primavera». Ma sia Maroni sia il sottosegretario Viespoli assicurano che l’approvazione arriverà in tempi rapidi.

        MARCO ROGARI