Pensioni, Maroni riapre il tavolo

29/11/2002


          29 novembre 2002



          Pensioni, Maroni riapre il tavolo

          Previdenza – Slitta al 2003 l’esame del Ddl: il Welfare effettuerà un nuovo giro di incontri con le parti sociali sui possibili correttivi


          ROMA – Nuovo slittamento per la delega previdenziale. Il provvedimento sarà votato dall’Aula di Montecitorio nel gennaio del 2003 e non più, come previsto, prima di Natale di quest’anno. La decisione è stata resa nota ieri. Ma questa volta il mini-rinvio non è da ricercare nelle lentezze parlamentari: la scelta di allungare i tempi del voto fino a gennaio sarebbe motivata dalla necessità di consentire al ministro del Welfare, Roberto Maroni, di effettuare un nuovo giro di incontri con le parti sociali sui correttivi da apportare al testo. Un elemento, infatti, appare certo: la delega sarà modificata. Ma restano almeno tre i grandi nodi da sciogliere: il ricorso a disincentivi, oltre che a incentivi, per favorire l’innalzamento dell’età pensionabile; le compensazioni da garantire alle imprese per destinare tutto il Tfr maturando ai fondi pensione; l’affinamento del meccanismo di decontribuzione sui neo-assunti. Che, secondo l’emendamento illustrato ieri dal Governo alla commissione Lavoro della Camera per garantire la copertura ("a carico" annualmente di ogni Finanziaria), dovrebbe essere graduale: di anno in anno di dovrebbe decidere l’entità del tagli delle aliquote e il numero dei soggetti interessati. Resta poi da definire la questione del l’estensione a tutto campo dell’abolizione del divieto di cumulo. Ieri in commissione il sottosegretario Alberto Brambilla ha invitato i parlamentari a «riformulare e ricompattare» tutti gli emendamenti sulla piena cumulabilità tra pensione e altro reddito da lavoro. Ma il Tesoro resta perplesso, perché è convinto che questa misura rappresenti un costo per le casse dello Stato. Tanto è vero che Giulio Tremonti si è opposto all’inserimento della modifica in Finanziaria come invece avrebbe voluto Maroni. Ma Brambilla ha detto che la piena cumulabilità garantirebbe un gettito nettamente superiore ai 100 milioni € che perderebbe il Tesoro. Sempre sul fronte degli emendamenti, il Governo intende presentare anche un correttivo per arrivare alla totalizzazione dei tutti i periodi pensionistici (si veda il riquadro qui a sinistra). La nuova trattativa. Prima di Natale Maroni conta di consultare tutte le parti sociali. Il ministro del Lavoro ha ribadito che la strada che il Governo intende percorrere resta quella della delega e che non ci saranno interventi per decreto, tanto meno sulle pensioni di anzianità. Ma Maroni ha anche detto che rispetto all’attuale testo «andrà corretto qualcosa» soprattutto per favorire l’innalzamento dell’età pensionabile. Ed è chiaro che nella discussione con le parti sociali rispunterà la questione dei disincentivi. Anche per questo motivo slitta il voto in Aula alla Camera. La Commissione, comunque, concluderà l’esame della delega la prossima settimana o quella successiva. La decontribuzione. Come già annunciato, l’emendamento del Governo per garantire la copertura della decontribuzione di 3-5 punti percentuali sui neoassunti (lasciando invariati i trattamenti) poggia sulla quantificazione anno per anno delle risorse necessarie in Finanziaria. Che dovrà anche stabilire, sempre anno per anno, l’entità del taglio alle aliquote (sulla base delle risorse disponibili) e la platea dei beneficiari. Il cumulo. Il sottosegretario Brambilla ieri è stato chiaro: «Dimostreremo al ministero dell’Economia che l’abolizione totale del divieto di cumulo darà più entrate e troveremo la quadra». E anche l’altro sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli, è convinto che il Governo troverà una mediazione. Maroni comunque è deciso ad andare fino in fondo perché è convinto che la misura, "aggredendo" il sommerso, garantisce significative entrate.
          MARCO ROGARI

          Le questioni aperte
          I principali nodi del Ddl previdenziale

          qIncentivi e penalità. La delega prevede un
          pacchetto di incentivi (bonus contributivi e fiscali)
          per invogliare i lavoratori a ritardare il
          pensionamento. Maroni ha annunciato che il
          Governo intende valutare la possibilità di favorire di
          più l’innalzamento dell’età pensionabile. Per
          centrare questo obiettivo uno dei nodi da
          sciogliere resta il ricorso anche a disincentivi,
          che Maroni però non vorrebbe applicare
          direttamente sulle pensioni di anzianità.
          qL’uso del Tfr. La relazione di
          accompagnamento precisa che tutto il Tfr
          maturando deve essere obbligatoriamente
          destinato ai fondi pensione. Ma su questo
          fronte non è ancora tramontata la
          possibilità di attivare un meccanismo
          imperniato sul "silenzio assenso".
          Restano poi da definire le
          compensazioni da garantire alle imprese
          per la perdita delle liquidazioni future.
          qLa decontribuzione. L’emendamento del
          Governo rinvia di anno in anno alla
          Finanziaria la copertura della decontribuzione
          sui neoassunti (che manterrebbero invariato
          il trattamento previdenziale). Ma precisa
          anche che sempre la Finanziaria deve
          stabilire, di volta in volta, l’entità del
          taglio alle aliquote e la platea dei
          beneficiari. Si profila dunque una
          decontribuzione graduale e parziale.