“Pensioni” Maroni: «Non toccate la mia riforma»

05/09/2006
    marted� 5 settembre 2006

    Pagina 7 – Economia

      L�INTERVISTA

        L�ex ministro leghista del Welfare avverte: le voci incontrollate favoriscono la fuga dal lavoro
        �Non toccate la mia riforma�
        Maroni: l�equilibrio sulla previdenza � gi� garantito

          Se avessi ipotizzato gli interventi di cui si parla mi sarei beccato non uno ma otto scioperi generali

          ROMA – �Se da ministro del Lavoro avessi ipotizzato gli interventi sulla previdenza di cui si parla in questi giorni mi sarei beccato non uno ma otto scioperi generali. Ora voglio proprio vedere la coerenza dei sindacati�. Roberto Maroni, autore del contestato "scalone" per le pensioni di anzianit� che il governo Prodi vuole modificare, difende a spada tratta la sua riforma e va all�attacco: della maggioranza di centrosinistra, di Cgil, Cisl e Uil ma anche della Confindustria che – dice – �a questo governo consente qualsiasi cosa mentre a noi ci accusava di mancanza di coraggio�.

          Lei pensa che ci sia necessario intervenire per riportare in equilibrio la spesa previdenziale?

            �No, non n�� alcun bisogno. La riforma approvata nella scorsa legislatura garantisce l�equilibrio dei conti. Sono gli annunci di intervento, come sta facendo senza alcuna giustificazione il governo, che producono la fuga dal lavoro. Ed � cos� che si aggravano i conti dell�Inps. Ma questo � l�effetto di una campagna improvvida del centrosinistra che, come si � dimostrato con la retromarcia sulla legge Biagi, sta usando solo argomenti ideologici�.

            Ora per� � all�ordine del giorno il superamento del suo "scalone" che dal primo gennaio del 2008 porta l�et� per la pensione di anzianit� da 57 a 60. Non potr� non riconoscere l�iniquit� di una norma che dal giorno alla notte aumenta l�et� per molti lavoratori? Il governo dice di volere tornare nel solco della legge Dini che prevedeva la volontariet� e il pensionamento flessibile.

              �Questo argomento � una stupidaggine. La mia riforma resta all�interno della filosofia della legge Dini che, � bene non scordarselo, stabiliva il progressivo aumento dell�et�. Abbiamo toccato uno dei canali per l�accesso alla pensione di anzianit�, mentre l�altro (quello con i 40 anni di contributi indipendentemente dall�et�) lo abbiamo lasciato. Quanto alla presunta iniquit� dello "scalone" vorrei ricordare che la Dini ha cambiato retroattivamente le regole per tutti coloro che avevano gi� versato meno di 18 anni di contributi. Questo per� per la sinistra non � iniquit�!�.

              Non negher� che con lo "scalone" � stata la Lega a salvare un bel pezzo del suo elettorato – soprattutto operai delle fabbriche del nord – che ha continuato ad andare in pensione di anzianit� con le vecchie regole.

                �� esatto. Ma � stata anche una mediazione tra i sindacati che chiedevano di non toccare le pensioni di anzianit� e la Confindustria che all�epoca era scatenata. Ci accusava di non aver coraggio. Ora ho l�impressione che si stia rimangiando tutto con il governo di centrosinistra. Io invito il governo a non fare scherzi sulle pensioni di anzianit�.

                � normale che lei difenda le sua riforma. Ma sarebbe contrario anche all�eventuale blocco delle finestre per l�uscita dal lavoro?

                  �Certo che sono contro: sarebbe una fregatura per i lavoratori. Pensino piuttosto alle pensioni nel pubblico impiego e alle pensioni d�oro�.

                  Il ministro Damiano ha allo studio un prelievo straordinario a carico delle pensioni pi� alte.

                    �Ricordo a Damiano che un contributo di solidariet� � gi� previsto nella mia riforma�

                    Come ha accolto le affermazioni dei leader sindacali secondo cui era meglio lo "scalone" rispetto ad un aumento dell�et� accompagnato dai disincentivi all�uscita dal lavoro?

                      �Lo ho accolto senza particolare entusiasmo: � tutta tattica. Per� mi aspetto coerenza dalla sinistra: diceva no ai disincentivi, spero lo confermi. E spero che anche il sindacato confermi la sua tesi che la riforma delle pensioni non si pu� mettere nella Finanziaria. Io non lo feci, nonostante le pressioni dell�allora ministro dell�Economia Tremonti�.

                      Intanto il suo governo si � ben guardato dal modificare i coefficienti di trasformazione cio� gli indici su cui si calcola la pensione e che, secondo la legge Dini, andavano ritoccati nel 2005.

                        �Continuo a pensare che la mia riforma inglobasse gi� quegli effetti e che non ci fosse bisogno di alcun ritocco�.

                          (r.ma.)