Pensioni, Maroni apre di nuovo al confronto

27/10/2003




27 Ottobre 2003

TRATTATIVE TUTTE IN SALITA SULLA RIFORMA DELLA PREVIDENZA. IL DECRETONE ARRIVA A PALAZZO MADAMA, SCONTATA LA FIDUCIA
Pensioni, Maroni apre di nuovo al confronto
Delega oggi in Senato, l’Udc frena
Alessandro Barbera

ROMA
Il ministro del Welfare Roberto Maroni apre nuovamente al confronto con le parti sociali ma non prima di aver presentato l’emendamento del governo alla delega previdenziale. «Domani sarà depositata in Senato (oggi per chi legge, ndr). Avevo detto che lo avrei fatto dopo lo sciopero generale», spiega da Varese il ministro leghista. «Sono pronto a riaprire il dialogo se ci sarà una proposta alternativa, ma francamente non l’ho ancora vista». Per Maroni ci sono comunque «i tempi, i margini e i contenuti per fare un incontro». Immediata la risposta dei sindacati confederali, fra la cautela e lo scetticismo di chi ha appena fatto uno sciopero generale proprio contro le proposte del governo sulle pensioni. «Siamo pronti a ripartire da dove avevamo lasciato, e cioè dalla delega», commenta seccamente il leader della Cisl Savino Pezzotta, il quale si chiede «quale sia la proposta del governo», «visto che ne circolano tante». «Se si tratta di quella contro la quale abbiamo fatto lo sciopero il confronto è difficile». Il numero due della Uil Adriano Musi sottolinea le perplessità per il metodo scelto da Maroni: «Non lo capisco». «Da un lato dice che vuole aprire il dialogo, dall’altra conferma che vuole presentare l’emendamento già domani». Ancora più nette le reazioni in casa Cgil. «Nessun confronto con quella delega e i suoi emendamenti, a maggior ragione dopo i risultati straordinari dello sciopero del 24 ottobre» dice la segretaria confederale Marigia Maulucci.
Nessuna reazione alle parole di Maroni giunge invece dai leader della maggioranza, visto che – sottolineano fonti Cdl – «la proposta attendeva solo di essere presentata». D’altra parte, trattandosi dell’emendamento ad una legge delega «c’è tutto il tempo di discuterla». All’interno di Alleanza Nazionale e Udc c’è comunque chi sottolinea nuovamente la necessità di arrivare ad una riforma concordata con i sindacati. Il capogruppo dell’Udc alla Camera Luca Volontè è convinto che un incontro sarebbe «utile» prima di depositare l’emendamento al Senato». Perchè, ammonisce «se non sarà così il Parlamento sarà poi costretto a valutare la controproposta delle parti sociali». «C’e il tempo per aprire il confronto e trovare una soluzione concertata», aggiunge il vicepresidente dei senatori di Alleanza Nazionale Oreste Tofani, che per l’innalzamento dei requisiti di anzianità propone «una finestra aperta», «una sorta di delega nella delega per definire nel dettaglio le modalità con cui raggiungere gli obiettivi di questa parte della riforma».
In attesa della proposta sulle pensioni, oggi nell’aula di Palazzo Madama approda il «decretone» di accompagnamento della manovra 2004. Per il relatore di maggioranza Ivo Tarolli sarà una giornata «decisiva», visto che il governo è chiamato a sciogliere quei nodi – Cassa Depositi e Prestiti, condono edilizio, silenzio-assenso per la vendita dei beni culturali per citare i più importanti – sui quali la maggioranza resta divisa. A prescindere dalla questione di fiducia – che molti danno ormai per scontata – in ogni caso «bisognerà cercare una mediazione complessiva sull’intero pacchetto». Le posizioni dei vari gruppi «sono chiare», ora «il governo deve trovare una sintesi, spiega Tarolli. Martedì si comincia a votare e «i parlamentari devono sapere su cosa e come, perché le soluzioni non possono essere cercate a colpi di emendamenti votati con l’Ulivo».
Tarolli chiede però coerenza e coesione all’interno della maggioranza, visto che in Commissione non sono mancati gli emendamenti che hanno modificato l’impostazione iniziale dei provvedimenti. E’ il caso di Alleanza Nazionale, che attraverso il senatore Roberto Salerno ieri ha chiesto di «non tornare indietro» rispetto alle modifiche al condono edilizio approvate in Commissione. «Gli eco-mostri non li vuole nessuno – risponde Tarolli – ma An deve ricordare che il testo uscito dal Consiglio dei ministri era condiviso da tutte le forze della maggioranza. Aggiustamenti e integrazioni possono esser fatti nell’ambito di una mediazione complessiva». Ciò vale per il condono come per gli altri articoli della manovra. «Non si può procedere a spallate».