Pensioni, Maroni accelera: “Con i sindacati intesa possibile”

05/05/2003
           
          LUNEDÌ, 05 MAGGIO 2003
           
          Pagina 25 – Economia
           
          Domani vertice sulla delega. Cgil, Cisl e Uil lanciano proposte alternative a quelle del governo
           
          Pensioni, Maroni accelera: "Con i sindacati intesa possibile"
           
           
           
           
          LUISA GRION

          ROMA – L´appuntamento è per domani: il sindacato questa volta vi arriva unito, il governo un po´ meno. Mancano ormai poche ore al tanto atteso vertice sulla delega previdenziale e il gioco fra le parti è quanto mai intricato: Cgil, Csil e Uil hanno minacciato lo sciopero se l´esecutivo non rivedrà almeno quatto dei punti di riforma previsti – la decontribuzione in primis – Confindustria al contrario dice di non voler assolutamente rinunciare al taglio degli oneri sui nuovi assunti, considerato essenziale ai fini della creazione di nuovi posti di lavoro. Dal ministero del Welfare arrivano, comunque, segnali distensivi. «I sindacati non minacciano, ma fanno proposte – ha detto il ministro Maroni – L´anno scorso minacciavano, quest´anno c´è un rapporto molto positivo, sono assolutamente ottimista».
          Di fatto l´incontro di domani sarà decisivo per capire se si aprirà o no una nuova stagione di conflitto sociale. I paletti messi dal sindacato – su questo fronte unito come ai vecchi tempi – sono ben delineati. Cgil, Cisl e Uil non vogliono la decontribuzione, ma nemmeno il conferimento obbligatorio del Tfr sui fondi pensione, il testo unico, la parità fra fondi aperti e chiusi. Hanno fatto proposte alternative, ma hanno anche detto che se non saranno accettate la mobilitazione e lo sciopero generale saranno più che una minaccia. Quale sarà l´atteggiamento del governo? Pare che il ministero dell´Economia preferisse affrontare il tema dopo la tornata delle prossime elezioni amministrative e non veda di buon occhio questo «imbuto» nel quale è andata a cacciarsi la trattativa. Di fatto la soluzione del nodo è irrimandabile e ora nell´esecutivo si discute se evitare a tutti i costi lo sciopero unitario su un argomento così popolare – aprendo magari ad alcune delle proposte del sindacato e in particolare a quella che chiede di sostituire la decontribuzione attribuendo alla fiscalità generale parte delle spese assistenziali a carico dell´azienda (malattie, assegni familiari, disoccupazione) – o approdare invece a un varo veloce e senza compromessi della delega così com´è. La preoccupazione è che le alternative proposte dal sindacato possano garantire risultati «quantitativamente» inferiori di quelli previsti nel provvedimento.