“Pensioni” M.Piccinini: «Va ripristinata la solidarietà»

24/01/2007
    mercoledì 24 gennaio 2007

    Pagina 8 – Lavoro-Economia

    Cgil, Cisl e Uil stanno intanto discutendo del loro documento unitario: «Convergenza molto alta»

      Morena Piccinini (Cgil): «Va ripristinata
      la solidarietà tra i lavoratori tolta dalla Dini»

        di Fabio Sebastiani

        La revisione dei coefficienti si sta trasformando in un’arma in mano a chi intende tagliare le pensioni.

          Quando discutemmo la Dini, la revisione dei coefficienti non era né una operazione automatica né inevitabile. Tanto basta, che fissammo una verifica decennale. La verifica decennale che comunque non si è ancora fatta, dovrebbe dire come sta andando effettivamente la Dini.

          E come sta andando la Dini?

            Noi crediamo che la Dini funzioni anche troppo bene sul piano del risparmio. La legge Dini oggi dimostra, con un pil pari a zero, e con pro-rata contributivo, pensioni nettamente inferiori al retributivo. Questo vuol dire che quei coefficienti di partenza erano già stati tarati troppo bassi. Infatti, dieci anni fa si concordò che l’equilibrio tra vecchio e nuovo sistema sarebbe stato intorno ai 62 anni. Adesso, in sostanza, ci dicono di modificare i coefficienti e di azzerare quell’equilibrio. Ci sarà un abbassamento drastico del potere d’acquisto delle pensioni. Nessun sistema regge con un assegno che va sotto il 50% dell’ultimo stipendio.

            Per i giovani di oggi sarà ancora peggio…

              Garantire le pensioni ai giovani? Sono d’accordo, ma senza ridurre loro l’assegno. Oggi la discussione che sta prevalendo sulla stampa è una discussione che parte dall’aspettativa di vita. Noi non l’accettiamo questa logica. Vogliamo fare la discussione fino in fondo sulla Dini e non accettiamo automatismi. I conti fatti dal nucleo di valutazione dicono che i coefficienti vengono cambiati di tre anni d’un botto. Così quell’equilibrio dei due sistemi a 62 anni verrebbe portato a 65 ad appena dieci anni dalla Dini. Accanto alla sostenibilità economica c’è quella sociale.

              Qual’è il buco della Dini?

                Il grosso buco della Dini è non aver tenuto in considerazione che nel frattempo aumentava la precarietà. L’altro problema è che se da un lato la Dini ha prodotto equità togliendo anche molti previlegi, ha però eliminato la solidarietà nel sistema previdenziale pubblico. E la solidarietà va ripristinata.

                Quale è il clima nei luoghi di lavoro?

                  C’è molta attenzione rispetto al Tfr e nello stesso tempo manifestano la determinazione a rientrare dallo scalone senza pagarlo con la modifica dei coefficienti, e nello stesso tempo ridare diritti a chi oggi non ne ha. Tutti hanno il figlio o un parente nellasituazione difficile della precarietà.

                  A che punto è il confronto unitario?

                    Ci siamo scambiati i testi sui principi, e siamo ad un punto di convergenza molto alto. Si tratta di un impianto che ci consentirà intanto di proseguire unitariamente come sempre abbiamo condotto. E speriamo di far riflettere chi si sta dilettando, con competenza o anche senza competenza, a produrre ricette che creano tensione, allarme e nervosismo tra la gente. I lavoratori non ne possono più. Anche questa bufala secondo la quale la modifica dei coefficienti avrebbe effetto solo più tardi. Ha effetto sulle pensioni che vengono liquidate subito dopo la modifica. Addirittura qualcuno dice che andrebbe ad incidere sul montante.