Pensioni, l’ora del confronto

31/03/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
075, pag. 5 del 29/3/2003
di Teresa Pittelli



Lo ha annunciato il ministro del welfare a margine del convegno Confcommercio.

Pensioni, l’ora del confronto

Maroni: fra sette giorni l’incontro con i sindacati

Parte il confronto tra Maroni e i sindacati per ridiscutere la riforma delle pensioni, ma è di nuovo scontro tra Cgil e Confindustria. Il ministro del welfare ieri ha annunciato, a margine del suo intervento a Cernobbio al convegno della Confcommercio, che ´il confronto con i sindacati partirà la prossima settimana in un giorno da definire’. Ma si è già aperta la battaglia tra Antonio D’Amato, presidente degli industriali, che ha già annunciato di volersi sedere al tavolo della discussione ´per fare una riforma definitiva’, e la Cgil che ha subito replicato, con il segretario confederale Morena Piccinini, che ´Cgil, Cisl e Uil hanno una posizione diametralmente opposta’ a quella degli industriali. Intanto la delega sulla previdenza prosegue il suo iter parlamentare al senato, dove la commissione lavoro ha avviato le consultazioni delle parti sociali prima di dare il parere sul disegno di legge. Le riforme del welfare entrano dunque nel vivo la prossima settimana nella commissione di palazzo Madama, che è impegnata anche a discutere, oltre che di pensioni, anche il ddl 848-bis sul lavoro, che contiene le modifiche all’articolo 18 dello Statuto, sul quale i Ds nei giorni scorsi hanno presentato una proposta alternativa a quella del governo (quest’ultima prevede la sospensione per tre anni della tutela del reintegro per le imprese che, assumendo, superino i 15 dipendenti). E che punta invece ad affidare al giudice la decisione sul reintegro o l’indennizzo.

Maroni disponibile al confronto. Il ministro, annunciando la convocazione di Cgil, Cisl e Uil, firmatarie di un documento unitario di critica alla delega, ha sottolineato che ´non considera una bocciatura il documento dei sindacati’, dal momento che contiene ´critiche ma anche proposte’. Il ministro apre quindi uno spiraglio alla trattativa, anche sulla decontribuzione per i neoassunti e sul conferimento obbligatorio del tfr nei fondi pensione, che i sindacati chiedono di eliminare dalla delega, nonostante si tratti di norme irrinunciabili sia per il governo sia per Confindustria. Più semplice, invece, si annuncia il confronto sulla terza questione posta dai sindacati, e cioè la parificazione tra fondi chiusi e aperti. In questo caso Maroni non dovrebbe avere difficoltà, infatti, ad accogliere la richiesta sindacale di favorire i primi, attraverso agevolazioni fiscali. Sul dialogo pesa però la divergenza tra le confederazioni e Confindustria, che sulla decontribuzione per i nuovi assunti non vuole assolutamente cedere. E per la quale la delega ´è solo un punto di partenza per una riforma definitiva’. Proprio la riforma definitiva che i sindacati non vogliono, perché secondo loro la riforma c’è già, ed è la legge Dini del ’95. ´Abbiamo chiesto il confronto al governo e non a Confindustria’, ha sottolineato Piccinini, ´che non ha neanche firmato l’accordo che portò alla legge 335/95′. E la Cgil avverte il governo. ´Non provi a utilizzare un tavolo comprensivo delle rappresentanze imprenditoriali per trovare la sponda che gli consenta di lasciare la delega inalterata’, precisa Piccinini.