Pensioni: lite nella Lega sulla riforma

01/03/2004





sabato 28/02/2004

Pensioni: lite nella Lega sulla riforma
Il Carroccio pronto a legare la presentazione delle modifiche al percorso del federalismo, in discussione a Palazzo Madama I sindacati si preparano allo sciopero generale
      ROMA – C’è maretta nella Lega sulla riforma delle pensioni, mentre il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che il 9 marzo ha l’appuntamento con l’Ecofin, il Consiglio dei ministri dell’Economia e delle Finanze dei Paesi Ue, preme perché il disegno di legge delega venga approvato al più presto. Ieri, Antonio Vanzo, capogruppo della Lega in commissione Lavoro al Senato (dove la riforma è attualmente in discussione), ha polemizzato direttamente col responsabile Lavoro del suo partito, Dario Galli, accusandolo di voler «scavalcare Roberto Maroni», cioè il ministro del Lavoro, anche lui della Lega. Galli ha annunciato la presentazione da parte del Carroccio di due sub-emendamenti per ammorbidire ulteriormente l’intervento, introducendo la possibilità di andare in pensione d’anzianità con 57 anni anche dopo il 2008 mentre il progetto del governo prevede almeno 60 anni.
      «C’è gente – attacca Vanzo -, come il collega Galli, che, per mania di protagonismo, cerca di mettersi in mostra. Le rivendicazioni sui lavoratori padani sono sacrosante, ma non è questo il momento per tirare in campo argomenti del genere dopo che da mesi parliamo di aumento dell’età pensionabile per far quadrare i conti».
      Ma Galli conferma: «Lunedì o martedì presenteremo i sub-emendamenti, a meno che non mi arrivi un contrordine da Bossi». Il parlamentare aggiunge anche che «Maroni personalmente non è contrario, se si trova la copertura». Che per Galli è possibile attuando una stretta sulle pensioni di invalidità. Il ministro non interviene, ma i suoi collaboratori sottolineano che per la Lega la cosa più importante in questo momento è l’approvazione della riforma costituzionale sul federalismo. Anche la presentazione o meno dei sub- emendamenti sarà decisa in base al percorso della devolution, di nuovo all’esame dell’Aula del Senato, martedì prossimo mentre mercoledì alle 20 scade il termine per depositare i sub-emendamenti. Una settimana dopo, il 9 marzo, la commissione Lavoro dovrebbe cominciare a votare la riforma delle pensioni mentre in Aula è prevista una nuova seduta sul disegno di legge costituzionale. Sempre il 9 si riunisce l’Ecofin. Un messaggio di ottimismo viene dal vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, che al
      Tg4 ha detto: nella maggioranza «si discute, perché non siamo in una caserma e, ogniqualvolta si trova un accordo, si procede per realizzare gli impegni presi con gli elettori».
      Monta intanto la protesta sindacale. Il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, conferma che Cgil, Cisl e Uil decideranno il 10 marzo la data dello sciopero generale mentre i metalmeccanici criticano le ultime proposte del governo perché colpirebbero anche i lavoratori in mobilità. Che potranno andare in pensione con le regole attuali solo se posti in mobilità entro il 1° marzo 2004 (entro un tetto di 10 mila unità), mentre gli altri dovrebbero raggiungere 60 anni d’età. Ma il presidente della commissione Lavoro del Senato, Tomaso Zanoletti (Udc), annuncia che questi problemi saranno corretti.
Enrico Marro


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