Pensioni, l’innalzamento porterà 36 mld di risparmi

29/01/2004

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
024, pag. 5 del 29/1/2004


I calcoli della Ragioneria dello stato in un documento presentato al senato.

Pensioni, l’innalzamento porterà 36 mld di risparmi

Lo scalone, e cioè l’innalzamento da 35 a 40 anni per le pensioni d’anzianità a partire dal 2008, farà risparmiare allo stato 36 miliardi di euro (precisamente 36,089) fino al 2013: gli incentivi al posticipo del pensionamento, in vigore dall’anno prossimo, porteranno invece minori spese per 231 milioni di Euro. Complessivamente, gli effetti della riforma Maroni delle pensioni ammonteranno quindi a 36,320 miliardi di euro.

Questi i calcoli della Ragioneria dello stato, in un documento presentato in senato nel quale aggiorna le stime relative al provvedimento e risponde alle richieste di chiarimento venute dai tecnici del servizio bilancio di palazzo Madama.

Gli esperti del senato avevano infatti invitato il governo ad aggiornare le stime sugli effetti della riforma delle pensioni, in quanto per alcune misure risultavano incerti gli effetti della spesa.

Nel documento consegnato in senato, i tecnici della Ragioneria forniscono anche alcune stime sugli effetti della riforma sul numero dei pensionamenti: al 2010 le pensioni si ridurranno di circa 280 mila unità, nel 2013 di 400 mila. Le pensioni che saranno calcolate in base al sistema contributivo e soggette alla liquidazione saranno invece pari rispettivamente a circa 70.000 nel 2010 e a circa 140.000 nel 2013, per lo stratificarsi delle diverse generazioni. Gli importi medi stimati per il 2008 e relativi al complesso delle pensioni di anzianità saranno invece circa 22.000 euro per i lavoratori dipendenti privati, circa 14.000 euro per quelli autonomi e circa 25.500 euro per i lavoratori dipendenti pubblici. Lo sviluppo degli importi medi per gli anni successivi fino al 2013 è stimato attorno al 2,8% medio annuo.

La Ragioneria sottolinea comunque che la valutazione degli effetti finanziari potrà essere possibile soltanto in riferimento alle modalità con cui verrà data attuazione ai decreti delegati. Ad ogni modo, le norme relative agli incentivi a chi resta al lavoro e all’innalzamento dell’età pensionabile, in quanto non conseguenti all’emanazione di decreti delegati, non potranno essere utilizzate, segnala il documento della Ragioneria, ai fini della compensazione con altre norme che comportano invece oneri aggiuntivi. Ad ogni modo, nel documento si riassumono gli effetti delle due misure, il cosiddetto scalone (e cioè l’innalzamento da 35 a 40 anni per le pensioni di anzianità dal 2008) e gli incentivi al posticipo del pensionamento. Nel dettaglio, lo scalone comporterà risparmi di spesa per 409 milioni nel 2008, 3.725 milioni nel 2009, 6.294 nel 2010, 8.009 nel 2011, 8.813 nel 2012, 8.839 nel 2013.

Complessivamente, le minori spese sono per 36,089 miliardi di euro. Gli incentivi, invece, porteranno risparmi per 76 milioni nel 2005, 77 nel 2006 e 78 nel 2007, per complessivi 231 milioni di euro.

Il totale dei risparmi di spesa, come somma degli effetti di queste due misure (per le altre norme, la Ragioneria rimanda alle effettive modalità di attuazione della delega), sono pertanto: 76 milioni nel 2005; 77 mln nel 2006; 78 mln nel 2007,; 409 mln nel 2008; 3.725 nel 2009; 6.294 nel 2010; 8.009 nel 2011; 8.813 nel 2012 e 8.839 mln nel 2013. Gli effetti complessivi sono quindi 36,320 miliardi di euro.