Pensioni, Lega verso il via libera

26/09/2003

 

venerdì 26 settembre 2003
Pagina 4 – Economia
 
 
    ECONOMIA E POLITICA
    Pensioni, Lega verso il via libera età più alta anche per i giovani
    Salirà da 57 a 60 anni. Per gli altri: 40 di contributi
      Tremonti avrebbe di nuovo minacciato le dimissioni. Fino al 2008 solo incentivi
      Berlusconi convince Bossi dopo una giornata convulsa. Parti sociali, salta il vertice
      Tutti i lavoratori coinvolti dalla riforma: anche gli assunti dal ´96 in poi

      RICCARDO DE GENNARO

      ROMA – Bossi cede a Tremonti e Berlusconi, il rebus-pensioni sembra risolto. L´ipotesi di riforma prevede l´innalzamento dell´età lavorativa a 40 anni sia per i più anziani (che avranno la pensione calcolata in base alla retribuzione) sia per la fascia intermedia di età (pensione calcolata fino a un certo anno in base alla retribuzione e da quell´anno in poi sui contributi). Ma prevede anche – ecco la novità – l´aumento da 57 a 60 anni dell´età minima per accedere alla pensione per coloro che, assunti a partire dal ’96, sono interamente nel contributivo. L´operazione scatterà nel 2008 e la soluzione per ora prevalente è che l´innalzamento a 40 anni avverrebbe in un unica soluzione e non attraverso un percorso graduale a seconda dell´età contributiva.
      Il via libera di Bossi è arrivato dopo una lunga giornata di tensione, cominciata con la comunicazione alle parti sociali che il tavolo a Palazzo Chigi sulla previdenza, in programma nel primo pomeriggio, era saltato. Il rinvio veniva giustificato con un impegno del ministro Roberto Maroni a Lucca, ma era già chiaro che – come sarebbe stato confermato dall´andamento della giornata, culminata nel rinvio del vertice di maggioranza – il problema era la persistenza delle divisioni interne al governo sulla portata dell´intervento e la necessità di superare le ultime resistenze della Lega Nord.
      Ci ha pensato in prima persona il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ad «addomesticare» il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, durante il loro viaggio in aereo da Linate a Roma. In precedenza Bossi aveva comunque detto soltanto che la Lega si sarebbe opposta a una riforma subito (sapendo che partirà dal 2008) e alla chiusura delle finestre, un´ipotesi da tempo tramontata, preferendo spostare l´attenzione su altri terreni. Successivamente Berlusconi si è visto con il ministro Maroni a Palazzo Grazioli – la sua residenza romana – e lo ha reso partecipe del sì di Bossi. Un sì maturato anche in forza di una nuova minaccia di dimissioni di Tremonti: o la riforma si fa come dico io, oppure lascio. Un´ipotesi questa che i leghisti non gradirebbero: «Con lui possiamo anche avere dei contrasti, ma un ex dc al suo posto sarebbe solo peggio», dicono apertamene. È evidente il riferimento al governatore Antonio Fazio, che An vedrebbe bene al posto di Tremonti nell´eventuale rimpasto d´inizio 2004.
      Ora il governo dovrà informare le parti sociali, che per il momento non hanno ancora ricevuto una nuova convocazione. L´incontro potrebbe avvenire oggi o domani. Il governo sembra anche orientato, per prendere altro tempo, a fare slittare addirittura a martedì, nelle ultime ore utili per il varo della Finanziaria, la riunione del consiglio dei ministri. Dopo l´incontro, Cgil, Cisl e Uil riuniranno le segreterie e decideranno le iniziative di lotta, che dovrebbero comprendere anche la proclamazione di uno sciopero generale per la metà di ottobre.