Pensioni: le minime verso l’aumento

15/03/2007
    giovedì 15 marzo 2007

    Pagina 30 – Politica

    IL MINISTRO SPERA DI CONCLUDERE ENTRO L’ESTATE

      Pensioni, le minime verso l’aumento

        STEFANO LEPRI
        ROMA

        Aumento delle pensioni minime in essere, per il futuro una revisione dei coefficienti di calcolo: la posizione del governo sulla previdenza si precisa, in vista del negoziato con le forze sociali che si aprirà tra una settimana, il 22, benché l’ala sinsitra della maggioranza recalcitri. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano spera di concludere «entro l’estate» ma l’intervento sulle pensioni minime – che potrebbe essere anche realizzato sotto forma di «assegno fiscale» anziché di aumento del trattamento Inps – potrebbe arrivare prima.

        Pensioni minime e calo dell’Ici sono i due scopi per cui viene già conteso il «surplus» (3-4 miliardi di euro?) che il buon gettito fiscale e la maggior crescita consentirebbero di redistribuire. I conteggi a cui sta lavorando la Ragioneria dello Stato pare prevedano un deficit pubblico al 2,5-2,6% quest’anno, più basso del 2,8% concordato con l’Europa. La crescita del prodotto lordo arriverà attorno al 2%. Per il governo si profila un dilemma: se si redistribuisce troppo subito, con l’occhio al voto amministrativo di maggio, si dovrà di nuovo stringere con la legge finanziaria 2008.

        Per la previdenza, rivedere i coefficienti di trasformazione (con cui si calcoleranno le future annualità di contributi per chi oggi lavora) «fa parte della legge Dini» in vigore, è un atto dovuto, dice il ministro Damiano. «Vanno aggiornati con un criterio politico che tenga conto delle conseguenze che si scaricano sulle pensioni più basse e sui giovani» spiega il suo braccio destro Giovanni Battafarano. Si lavora su due ipotesi: revisione più morbida dei coefficienti per i precari a basso stipendio, oppure una forma di integrazione per le pensioni più basse che risulterebbero dai nuovi calcoli.

        Finora, i sindacati hanno detto di no alla modifica dei coefficienti. Ma, significativamente, la Cgil ieri ha taciuto. La Cisl e la Uil senza alzare la voce replicano che «così la trattativa parte male», pronte peraltro a valutare ciò che il governo proporrà. La promessa di intervenire sulle pensioni minime (si parla di una spesa di circa un miliardo di euro) qualche effetto l’ha avuto. Ma nella serata di ieri l’ala sinistra della maggioranza ha ripreso il suo gioco al rilancio. Diverse voci di Rifondazione e del Pdci hanno rinnovato il no al ritocco. Non c’è ancora una posizione comune del governo, «le dichiarazioni di Battafarano sono inopportune» ha detto la sottosegretaria al Lavoro Rosa Rinaldi, del Prc. Il varo «prima possibile» degli aumenti alle pensioni è peraltro subordinato a un do ut des significativo con i sindacati che dia via libera ai coefficienti.