“Pensioni” L’altolà della Bonino

23/01/2007
    martedì 23 gennaio 2007

      Pagina 7 – Primo Piano

      Pensioni, l’altolà della Bonino

        ROMA

        L’incontro di domenica sera ha rasserenato il clima tra governo e sindacati, ma non ha spento le polemiche politiche. Il dialogo con Cgil, Cisl e Uil dovrebbe ripartire da due punti fermi (addio allo scalone, nessun innalzamento dell’età) e questo scatena sia la protesta dell’opposizione che parla di «arretramento irresponsabile» e di «Caporetto dei riformisti», sia l’allarme dei Radicali. Il ministro per le Politiche comunitarie Emma Bonino si augura che il risultato della cena a palazzo Chigi e le parole del ministro del Lavoro Damiano «non significhino una retromarcia sulle pensioni», anche perché «in fondo non esistono solo i sindacati come punto di riferimento, non hanno l’esclusiva o il monopolio in questo settore». Caustico il presidente della Commissione Attività produttive della Camera, Capezzone: «La sinistra comunista e sindacalconservatrice sta vincendo su tutta la linea e festeggia. C’è solo un piccolo particolare: che stanno festeggiando contro i loro e nostri figli». Da Monza, il ministro allo Sviluppo Economico Bersani manda invece un messaggio preciso: «Abbiamo aperto dei tavoli per fare le riforme e le faremo».

        Il presidente di Confindustria Montezemolo, che a sua volta andrà domani sera a palazzo Chigi, da Napoli ricorda che «anche per il Dpef le pensioni sono una priorità», «che il Paese sta invecchiando e le spese incidono in maniera rilevante». Ma sottolinea anche che questi sono temi che «affrontano valori sociali e non solo economici». Quanto alla sfida sulle riforme tra la Confindustria e Prodi, Montezemolo si augura che sia una «sfida “fair”, leale e serena, fra sportivi che non si fanno sgambetti. E poi se la vincesse lui, sotto sotto sarei contento». Secondo il ministro alla Solidarietà sociale Ferrero (Prc) per mettere mano alle pensioni e in particolare abolire lo scalone «le risorse ci sono e di questo discuteremo nelle prossime settimane».

        Secondo l’ex ministro del Welfare Maroni «l’abolizione dello scalone comprometterebbe irrimediabilmente le pensioni dei nostri giovani». L’ex sottosegretario Brambilla parla di 39 miliardi che verrebbero a mancare tra il 2008 e il 2013. «Ecco i soldi che Ferrero deve trovare».

        Oggi il commissario Ue per gli Affari economici Joaquin Almunia darà via libera al programma di stabilità aggiornato presentato dall’Italia a dicembre, giudicandolo «ampiamente compatibile» con l’obiettivo di riportare il rapporto deficit-pil al di sotto del 3% nel 2007; Almunia chiede però di «applicare pienamente la riforma delle pensioni».

        [P.BAR.]