Pensioni, la spesa rientra nei ranghi

17/03/2003

16 MARZO 2003

 
 
Pagina 33 – Economia
 
 
      Pronto il documento di Cgil, Cisl e Uil. Sulla riforma del lavoro Epifani attacca. Polemica di Maroni con Solbes
      Pensioni, la spesa rientra nei ranghi

      Le stime del Tesoro: crescita inferiore alla media Ue, il top nel 2033
          RICCARDO DE GENNARO

          ROMA – La spesa pensionistica è sotto controllo e nei prossimi aumenterà meno della media europea. Parola della Ragioneria generale dello Stato, che in passato viceversa non ha mai nascosto le sue preoccupazioni. In un documento sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico, il dipartimento contabile del ministero guidato da Giulio Tremonti, sostiene che «il rapporto fra spesa pensionistica e Pil presenta una crescita pressochè costante nel primo trentennio di previsione dove fa registrare un incremento di oltre due punti percentuali di Pil, passando dal 13,8% del 2001 al valore massimo del 16% nel 2033». È la cosiddetta "gobba", che si colloca dunque molto più in là nel tempo di quanto gli «esperti» stimassero alcuni anni fa.
          Non solo: dopo il 2003, prevede la Ragioneria dello Stato, la spesa decresce rapidamente attestandosi al 13,6% nel 2050. I dati – che sono ancora migliori se si segue la riclassificazione della spesa sociale messa a punto dal sottosegretario al Welfare, Roberto Brambilla – riempiono di soddisfazione i sindacati, impegnati in questi giorni alla stesura del documento unitario che dice «no alla decontribuzione e no all´obbligo di trasferimento del Tfr ai fondi pensione». Come conferma il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, il documento – anticipato ieri da Repubblica – è pronto. Quanto alle stime della Ragioneria sulla spesa, Epifani commenta: «Ormai tutti ci danno ragione. Vorrei sentire parlare adesso i profeti di sventura». Epifani lancia anche un ultimatum al ministro del Welfare, Roberto Maroni, sul lavoro e i diritti: «O ci riceve, oppure la Cgil, possibilmente insieme a Cisl e Uil, non potrà stare ferma».
          Immediata la replica di Maroni: «Sul tema del lavoro ho sempre ricevuto tutti. Forse è la Cgil che ha qualche problema nei miei confronti e nei confronti del governo». Maroni ricorda poi a Epifani che il punto di partenza di qualunque discussione è il Patto per l´Italia, che la Cgil non ha firmato: «Se vuole discutere di questo bene, se no sarebbe un incontro inutile». Il ministro del Welfare è polemico anche con il commissario Solbes, che ha manifestato apprezzamento per il piano dei tagli al Welfare del governo tedesco: «Mi va bene, ma non mi sembra che Solbes negli anni passati abbia dimostrato tutta questa grande attenzione verso Germania e Francia, attenzione che invece dedica quasi quotidianamente al sistema previdenziale italiano, con il risultato che noi abbiamo tenuto il rapporto deficit-Pil sotto il tre per cento e gli altri due Paesi no».

          Soddisfatto anche il leader della Cisl, Savino Pezzotta: «Viste le notizie che giungono dalla Germania e dalla Francia c´è da concludere che il nostro sistema previdenziale è il più moderno d´Europa e non ha quindi bisogno di grandi stravolgimenti». Pezzotta è ottimista sul documento unitario contro la delega. Così come lo è Luigi Angeletti, Uil. Il quale avverte: «La decontribuzione aprirebbe un buco tale al bilancio dello Stato che prima o poi si porrebbe il problema di ridurre il finanziamento statale all´Inps».