Pensioni: la riforma si farà, ma nel 2004

27/11/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
281, pag. 3 del 27/11/2003
di Teresa Pittelli

PENSIONI.
La riforma si farà, ma nel 2004

La riforma delle pensioni slitta al 2004. I tempi dell’approvazione della delega, che deve ancora iniziare l’iter nella commissione lavoro del senato e poi passare alla camera, e il dietrofront del governo sul voto di fiducia fanno sfumare la possibilità di approvare la riforma pensionistica entro il 31 dicembre. Nonostante il governo continui a indicare questa data come l’obiettivo da perseguire (il ministro del welfare, Roberto Maroni, lo ha ribadito anche ieri), il calendario dei lavori della commissione guidata da Tommaso Zanoletti (Udc), che ha dato tempo fino al 10 dicembre per gli emendamenti, indica il contrario.

Senza contare lo spiraglio sempre aperto al dialogo con i sindacati, che il ministro ha invitato a presentare una proposta alternativa, dichiarandosi ancora una volta ´disposto in tal caso a modificare la delega’.

La corsa dell’esecutivo contro il tempo, per spingere la riforma in parlamento e far così partire gli incentivi al rinvio del pensionamento già dal 2004, trova infatti un altro ostacolo nell’atteggiamento temporeggiatore dei sindacati. ´Presenteremo la proposta unitaria in tempi utili, ma comunque non c’è fretta’, ha ribadito ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta, sottolineando che ´non c’è correlazione tra riforma pensionistica e Finanziaria’. Secondo Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, però, ´il governo dovrebbe convocare i sindacati in tempi brevi, altrimenti aumenterà la tensione’. Di tutt’altro avviso è, ovviamente, il numero uno di Confindustria, Antonio D’Amato, secondo il quale la riforma ´è un nodo da sciogliere rapidamente perché ne abbiamo tutti bisogno nel più breve tempo possibile, e inoltre va nell’interesse dei giovani’.

Nel prolungato time-out tra governo e sindacati, però, la vera discussione si avvierà in parlamento solo dopo il 10 dicembre, data ultima per la presentazione di emendamenti alla riforma. Qui, tra i fattori che rallentano il percorso della riforma verso il traguardo dell’approvazione nel 2003, entra in gioco, last but not least, l’ostruzionismo dell’opposizione, che per bocca di Antonio Montagnino (Margherita) promette ´resistenza’.