Pensioni, la maggioranza procede senza i sindacati

16/01/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
013, pag. 5 del 16/1/2003
Teresa Pittelli


A Montecitorio primo sì a decontribuzione sui neoassunti e tfr nei fondi.

Pensioni, la maggioranza procede senza i sindacati

Governo e maggioranza accelerano sulla riforma delle pensioni, nonostante ancora nessun confronto ci sia stato con le parti sociali. Ieri Montecitorio ha dato il primo sì, infatti, alla decontribuzione sui neoassunti e al conferimento obbligatorio del trattamento di fine rapporto nei fondi pensione. La commissione lavoro della camera, presieduta da Domenico Benedetti Valentini, ha approvato le due norme della delega sulla previdenza, che rappresentano per il ministro del welfare Roberto Maroni il cuore della riforma delle pensioni. Ma che sono anche gli interventi in assoluto più contestati dai sindacati, che hanno più volte bocciato sia il taglio dei contributi sui giovani lavoratori sia la devoluzione ´forzosa’ delle liquidazioni ai fondi. Secondo il sottosegretario al welfare Alberto Brambilla, ascoltato ieri in parlamento, già da martedì prossimo il testo avrà il via libera della commissione e andrà in aula il 28 gennaio prossimo. Tempi stretti, dunque, per gli incontri con le parti sociali sulla previdenza annunciati dal ministro del welfare Roberto Maroni. Tanto più che ancora non c’è alcuna data ufficiale fissata per le consultazioni, come ha chiarito Brambilla. ´Nonostante ciò che è scritto sui giornali’, ha detto Brambilla, ´al momento non è stato calendarizzato alcun incontro’. Sempre dal ministero del welfare, inoltre, ieri è arrivata la bocciatura della proposta avanzata da Giuseppe Vitaletti, consigliere economico del ministero dell’economia, su alcune modifiche alla delega di riforma delle pensioni. ´Non sono opinioni del governo quelle esposte dal professor Vitaletti’, sottolinea Maroni, secondo il quale ´non corrisponde al progetto del governo l’uso parziale del tfr per finanziare i fondi pensione compensato da un aumento dei contributi fiscali per le imprese’. Il piano del governo, infatti, è esattamente quello già approvato ieri dai parlamentari della commissione lavoro, cioè la destinazione di tutto il tfr maturando ai fondi. Sia questa sia le altre misure più controverse, comunque, incontreranno uno scoglio nella posizione contraria delle confederazioni sindacali. Cgil, Cisl e Uil, però, al momento sembrano aver accantonato l’unità ricucita attraverso la piattaforma sulle pensioni, dopo la proclamazione dello sciopero generale nell’industria da parte della Cgil per il prossimo 21 febbraio. Nonostante l’invito a non fare polemiche lanciato ieri dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani, infatti, Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, non sembra aver digerito l’iniziativa unilaterale della Cgil. ´Ritengo questa rottura molto grave’, ha detto ieri Pezzotta, che ha sottolineato che ´c’era da parte del suo sindacato una volontà di confronto’, superata tuttavia dalla proclamazione dello sciopero della Cgil.