Pensioni, la maggioranza accelera sulla controriforma

22/04/2004


giovedì 22 aprile 2004

Senato
Pensioni, la maggioranza
accelera sulla controriforma

        Nedo Canetti
        ROMA Il Senato accelera sulla riforma del sistema pensionistico. Ieri, con una seduta notturna, si sono concluse, in commissione Lavoro, le votazioni sugli emendamenti, martedì il voto finale in commissione, giovedì prossimo inizio del dibattito in aula e, la settimana successiva, discussione generale in assemblea ed inizio degli scrutini su emendamenti ed articoli.
        Alla fine, l’ha avuta vinta il ministro Maroni. Si va al voto senza confronto con i sindacati. Gli è venuta ieri a supporto l’Udc con una dichiarazione del vice capogruppo alla Camera, Luigi Meneghetti, secondo il quale, eventuali modifiche del testo sulla controversa questione che riguarda la distinzione tra fondi chiusi e fondi aperti con relativa destinazione del trattamento fiscale, avrebbero comportato una non scontata approvazione definitiva. Il provvedimento dovrà, comunque, tornare a Montecitorio, perché profondamente modificato dalle molte novità introdotte dal governo, a partire dal maxie-mendamento Maroni sull’età pensionabile.
        Proprio sulla previdenza complementare è ieri scoppiata una dura polemica. «Dopo aver fermato per quasi tre anni lo sviluppo dei fondi pensione – ha detto Beniamino Lapadula, Cgil – ora si programma il loro sostanziale annullamento». «Al Senato – ha affermato il segretario confederale Cisl, Pierpaolo Baretta – stanno facendo uno scempio della previdenza complementare: gli emendamenti stravolgono tutto il dibattito fatto con il governo e fanno diventare la previdenza complementare collettiva un insieme di polizze individuali». Dello stesso parere, i capigruppo ds in commissione Lavoro, Giovanni Battafarano, e Finanze, Lanfranco Turci. «Il Tfr – precisano – deve servire ad alimentare la previdenza complementare, non le polizze individuali: per questo ci siamo dichiarati nettamente contrari agli emendamenti della maggioranza che autorizzano le imprese di assicurazione all’esercizio dei rami I e V per la previdenza complementare». «Lo schema assicurativo – aggiungono – non garantisce trasparenza, presenta difficoltà nel trasferimento della posizione individuale, mantiene un’eccessiva discrezionalità nella definizione dei rendimenti». «La previdenza complementare – concludono – deve privilegiare i fondi a gestione collettiva , assicurando trasparenza, corretta informazione ed adeguate forme di partecipazione».
        Ieri la commissione ha, tra le altre, approvato la norma sul silenzio-assenso per il conferimento del Tfr ai fondi pensione:
        il lavoratore avrà sei mesi di tempo, non tre, per operare
        la propria scelta.