“Pensioni” La Lombardia voleva rompere, Montezemolo: ora clima migliore

24/10/2006

    marted� 24 ottobre 2006

    LE TRATTATIVE IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA: ADESSO DOBBIAMO ANDARE AVANTI CON NUOVE RIFORME

      La Lombardia voleva rompere
      Montezemolo: ora clima migliore

        E Pininfarina invita
        a �trattare, trattare
        e trattare fino
        all’ultimo minuto�

          retroscena
          ROMA

            �Vedremo� dice Luca Montezemolo alla fine della mattinata a chi gli chiede se di l� a poche firmer� l’intesa sul Tfr. Dopo l’affondo di sabato a Prato il week-end � stato fitto di contatti e trattative. E cos� � stato sino all’ultimo minuto prima dell’intesa siglata ieri a palazzo Chigi. In tutti i colloqui ed in tutti i contatti, ai livelli pi� vari, la richiesta � stata essenzialmente una sola: compensazioni contestuali. L’Assolombarda � arrivata a suggerire una firma �con riserva�, quasi una rottura insomma.

            Agli imprenditori italiani, infatti, il prelievo forzo del Tfr, definito prima �uno scippo� e poi �una polpetta avvelenata� non � mai piaciuto. Di qui l’insistenza per ottenere che i fondi dirottati a forza verso l’Inps venissero compensati nello stesso modo con cui la legge Maroni trattata le risorse destinate ai fondi integrativi. Fin da gioved�, per�, � apparso chiaro che Confindustria non si fidava di impegni generici: occorreva che tutto fosse messo nero su bianco (le compensazioni, le esenzioni per le imprese pi� piccole e la temporaneit� del provvedimento), come poi � stato. �Il clima con l’esecutivo – ha ammesso a fine giornata Montezemolo – � notevolmente migliorato�. E la stessa firma dell’intesa sul Tfr segnala l’avvio di �un meccanismo di attenzione� per le imprese. Ora si tratta di �guardare avanti�, con la soddisfazione di aver concluso un accordo che recepisce tutte le richieste fatte, ma anche con la certezza che nei confronti dell’industria la sinistra radicale continua ad alimentare un clima ostile.

            �Trattare, trattare sino all’ultimo�, spiegava nei giorni scorsi il vicepresidente Andrea Pininfarina. Stessa linea ribadita ieri dal Direttivo di viale dell’Astronomia convocato per l’ennesima volta in via straordinaria. �Abbiamo dato mandato al presidente di trattare, ma non possiamo mettergli dei vincoli o 3000 paletti� spiegava al termine delle riunione il presidente di Federmeccanica Massimo Calearo. Compensazioni �indispensabili� ripetevano ieri in molti, anche per sanare �una situazione gi� pesante per le imprese�. �Quello che ci preoccupa di pi� – spiega Calearo – � quello che sta sotto la Finanziaria: gli studi di settore, le auto aziendali, gli estimi�. Per non parlare poi del nuovo Codice ambientale

            Nel parlamentino di Confindustria �discussione tranquilla e condivisa� ha raccontato al termine il presidente di Bnl Luigi Abete, paladino di un �atteggiamento razionale�. Come dire: il prelievo del Tfr sar� anche sgradito, ma con un po’ di correttivi si pu� anche accettare. E lo stesso Montezemolo, ieri mattina, ha invitato tutti a �valutare bene gli elementi, con spirito costruttivo e positivo�. Stessa posizione illustrata a Prodi nel corso di un breve colloquio a margine del forum economico italo-brasiliano.

            Tutto a posto? Non proprio. Perch� se � vero che le piccole imprese si sono un poco tranquillizzate, i dubbi �nel sistema� non si sono certamente dissolti. Anzi. Ieri � stata la presidente di Assolombarda, Diana Bracco, a farsi carico di portarli alla luce criticando sia la finanziaria sia il prelievo del Tfr (�un provvedimento che danneggia finanziariamente le imprese in un momento delicato�) e arrivando a suggerire a Montezemolo di �firmare con riserva� in assenza di impegni precisi del governo.

            Il memorandum sottoscritto a Palazzo Chigi sgombra il campo da tutti i dubbi e toglie di mezzo un argomento che negli ultimi giorni ha contribuito non poco ad avvelenare il clima. Ancora ieri molti esponenti del centrodestra hanno infatti suggerito a Confindustria di non firmare, di �non svendersi�, mentre dal fronte opposto Rifondazione e Pdci sono tornati ad agitare la solita minaccia: �Niente Tfr? Allora niente taglio del cuneo�. Cos� non � andata e dopo il nuovo round governo-imprese-sindacati il clima ha iniziato a farsi pi� sereno. La �polpetta avvelenata�? Ha cambiato forma e sapore: ora il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei preferisce che si parli di �boccone amaro�.