Pensioni, la Lega frena sulle nuove modifiche

02/03/2004


MARTEDÌ 2 MARZO 2004

 
 
Pagina 33 – Economia
 
 
IL CASO
"Domani le proposte, se non chiama Bossi"

Pensioni, la Lega frena sulle nuove modifiche
          Treu polemico con Maroni: "Noi non vogliamo tagli, ma l´equilibrio della spesa"


          ROMA – La Lega non ha ancora presentato l´annunciato sub-emendamento alla riforma delle pensioni, sub-emendamento che prevede, a partire dal 2008, un aumento di tre anni dell´età contributiva (da 35 a 38 anni) e non di quella anagrafica (57 anni) per la pensione di anzianità. «Sarà pronta mercoledì», cioè domani, dice il responsabile lavoro del Carroccio, Dario Galli, il quale tuttavia mette le mani avanti: «La presenteremo in commissione Lavoro del Senato, a meno che non arrivi una telefonata di Bossi all´ultimo minuto. In questo caso non se ne farebbe più nulla». Non sono da escludere, poi, anche sub-emendamenti dell´Udc. «Se gli altri gruppi presenteranno proposte di modifica sostanziali alla riforma del governo, lo faremo anche noi», dice il presidente della commissione, Tomaso Zanoletti. Il quale tuttavia non crede che la Lega si muoverà. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, intanto assicura che il governo valuterà qualsiasi proposta e, se sarà migliorativa dell´emendamento presentato dal governo, l´accoglierà, fermo restando il risparmio sulla spesa previdenziale pari allo 0,7% del Pil.
          Maroni dice addirittura che «se la Margherita formalizzerà l´emendamento annunciato sull´innalzamento dell´età pensionabile, nulla vieta che possa essere accolto purchè mantenga i risparmi dello 0,7%». Maroni è però convinto che la proposta della Margherita «aumenterà la spesa». Replica Tiziano Treu, Margherita, che oggi vedrà i sindacati: «Di che cosa parla Maroni? Il problema di fare lo 0,7% è loro, non nostro: noi puntiamo a una riforma che sia in linea con la Dini e che consenta di riequilibrare la spesa sociale, spostando risorse dalla previdenza al Welfare, non a tagliare la spesa». La Margherita propone un aumento del mix tra età anagrafica ed età contributiva da quota 92 a quota 94, nonché la chiusura della forbice di tre punti tra aliquota contributiva e aliquota di computo per i lavoratori autonomi, che – secondo Treu – comporterebbe risparmi pari allo 0,2% del Pil, da destinare ad altri capitoli del Welfare.
          (r.d.g.)