Pensioni, la Lega fa quadrato

10/07/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
162, pag. 4 del 10/7/2003
di Teresa Pittelli



Anche sul fronte previdenziale la Cdl non riesce a esprimere un piano comune.

Pensioni, la Lega fa quadrato

Giorgetti: rinvio della discussione a dopo il Dpef

Maggioranza in bilico sulle pensioni. Mentre la Lega fa fronte comune contro qualsiasi ipotesi di intervento, e concede solo di rinviare la discussione, il resto della Cdl non riesce a esprimere una posizione comune. E i sindacati promettono lo sciopero generale. L’ultima offerta della Lega a una maggioranza ormai in crisi proprio a causa, tra le altre questioni irrisolte, degli interventi sulle pensioni, è lo slittamento del confronto sulle pensioni a dopo il Dpef. L’idea è venuta a Giancarlo Giorgetti, presidente della commissione bilancio della camera, e segretario della Lega Nord. ´Si può presentare un Dpef tecnico su cose condivise e che contenga i dati macroeconomici’, ha detto Giorgetti, ´e poi il documento potrebbe essere aggiornato con una nota di variazione, se intervenissero fatti nuovi’. Secondo Giorgetti, infatti, ´è difficile che l’accordo sulle pensioni possa essere trovato nel giro di 15 giorni’. E se il resto della Cdl procede in ordine sparso, con An e Udc che insistono per una riforma concordata con le parti sociali, ma che intanto hanno fatto saltare il primo incontro della cabina di regia diretta da Gianfranco Fini, mentre Forza Italia tace, tutta la Lega fa quadrato contro l’introduzione di disincentivi alle pensioni di anzianità.

Ieri l’ha ripetuto anche il sottosegretario al welfare, Alberto Brambilla. ´L’unico impianto sul quale siamo disposti a trattare è quello della delega presentata al parlamento, incentrata sugli incentivi a rimanere volontariamente al lavoro, con l’obiettivo di elevare l’età media di pensionamento in linea con gli accordi di Lisbona’, ha detto Brambilla, precisando che questo vale anche in sede di cabina di regia. ´Alcune opzioni tecniche relative alla riduzione dei tempi del periodo di transizione della riforma Dini’, ha detto Brambilla con riferimento all’estensione a tutti del contributivo, ´sono state fatte a mero titolo esemplificativo’. E a dare man forte ai colleghi di partito scende in campo anche il sottosegretario all’economia, Daniele Molgora, secondo il quale ´non si possono colpire le pensioni di anzianità, neanche con un eventuale blocco temporaneo delle finestre di uscita’. Bocciando, così, una delle ipotesi di intervento in Dpef più accreditate. I sindacati, intanto, stanno già pensando a iniziative di lotta. Durissimo Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, secondo il quale ´le divisioni del governo determinano condizioni di apparente ma concreta ingovernabilità’. Per il leader della Cgil questo è un momento di ´forte preoccupazione’ per le divisioni nella maggioranza, ´che minano la credibilità del governo in Europa, e dispiacciono perché il semestre Ue era un’occasione che andava colta’. Savino Pezzotta, leader della Cisl, ammette invece di ´aver esaurito i suoi schemi interpretativi’. Preoccupato Luigi Angeletti, leader della Uil, in attesa di ´sapere quale politica propone il governo’. (riproduzione riservata)