“Pensioni” La grande fuga

07/11/2006
    marted� 7 novembre 2006

    Pagina 6 – Economia/La manovra d’autunno

      BOOM DI DOMANDE: PI� SEI PER CENTO NEL PRIMO SEMESTRE

        Ultimo intoppo
        la grande fuga
        per la pensione

          analisi
          RAFFAELLO MASCI

            ROMA
            Due fattori vanno a turbare la dinamica dei conti. Sul fronte delle uscite il boom delle pensioni nei primi nove mesi dell’anno, e – su quello delle entrate – l’esigenza di anticipare le dichiarazioni telematiche dei redditi d’impresa da ottobre a marzo-aprile.

              Le pensioni. Dato che � nell’aria la quarta riforma delle pensioni in quindici anni, conviene senz’altro prendere il certo uovo dell’oggi piuttosto che l’improbabile gallina di domani. Questo devono aver pensato molti lavoratori alle soglie della pensione nel momento di decidere se fare domanda per ritirarsi dal lavoro o meno. E cos� – ci dice l’Inps – nei primi 9 mesi dell’anno sono state presentate all’Istituto 717.846 domande di pensione con una crescita, rispetto allo stesso periodo del 2005, del 6,5%.

                All’interno di questo fenomeno – per la verit� ricorrente ogni volta che solo si accenna a ritoccare la previdenza – va notato per� che non c’� stato un forte incremento delle pensioni di anzianit� (quelle cio� che vengono erogate in ragione del raggiunto numero di contributi versati) come ci si sarebbe aspettato, mentre si � registrata una crescita inattesa di quelle di vecchiaia. Le prime sono aumentate nei primi nove mesi del 2006 del 10,5%, le seconde del 12,5%, quando – negli ultimi anni – il rapporto era completamente ribaltato � in ragione di due a uno.

                  Ma ad alimentare le paure e quindi a sollecitare indirettamente una fuga verso la pensione, secondo il sindacato, sarebbe proprio il governo con le sue incaute sortite in materia previdenziale (un tavolo di confronto si aprir� solo dopo la finanziaria). �A furia di parlare di pensioni, la gente si spaventa – sostiene Antonio Foccillo, segretario confederale della Uil – e di fronte all’incertezza fa a gara per andare in pensione con le regole attuali. Non c’� proprio da meravigliarsi�.

                    �Nessuno stupore – fa eco Morena Piccinini, segretaria confederale della Cgil – quando si parla continuamente di cambiare le leggi, di aumentare l’et� pensionabile e i requisiti, la gente nell’incertezza se ne va a casa�.

                      Seconda questione. I tempi delle dichiarazioni – e in particolare quelle telematiche delle imprese – sono troppo lunghi. Addirittura �una follia che accada in ottobre�, secondo Vincenzo Visco se si considera che il periodo d’imposta � quello terminato dieci mesi prima. I tempi vanno avvicinati a quelli della media europea. �In altri paesi si fa a marzo-aprile�. In Francia ad esempio – dice uno studio della Sogei – da quest’anno l’Amministrazione fiscale precompila le dichiarazioni con il calcolo dell’imposta dovuta. Il contribuente deve verificare solo l’importo dovuto e lo scarto temporale fra il cartaceo e il telematico non supera i 15 giorni. Stessa cosa in regno Unito, dove l’anno fiscale si chiude inderogabilmente per tutti il 5 aprile salvo la richiesta di compilare autonomamente la dichiarazione.

                        Tutt’altro problema � quello dei tempi per i rimborsi Iva e Irpef. Una questione sollevata nei giorni scorsi da un suo collega di partito, l’economista Nicola Rossi. �Si tratta di una polemica surreale�. Perch� in Italia �c’� il sistema pi� automatico di tutta l’Unione europea e, se ci sono problemi, riguardano l’eredit� del passato, lo smaltimento dei cosiddetti rimborsi storici�. Per quanto riguarda �l’ordinario� invece �i problemi sono limitati�. Certo, �se il sistema automatico si trasforma in bancomat per alcuni operatori che vogliono riscuotere rimborsi indebiti, � doveroso mettere dei filtri�. Insomma, per Visco va bene essere celeri sui rimborsi se dovuti, ma talvolta la fretta pu� essere una scusa per i furbi.

                          La cura anti-evasione del ministro “in pectore” delle Finanze – secondo i dati che cita – darebbe comunque ottimi frutti soprattutto sul fronte Iva. �Negli ultimi 5-6 mesi si � registrato un aumento del gettito del 6-8%. E contemporaneamente i prezzi scendono�.