Pensioni integrative: imprese e sindacati chiedono un incontro

21/12/2004

    martedì 21 dicembre 2004

      sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 3

      Pensioni integrative, imprese e sindacati chiedono un incontro

        MARCO ROGARI

          ROMA • Un incontro a gennaio sulla "querelle" della previdenza complementare. A chiederlo esplicitamente al ministro del Welfare Maroni sono le parti sociali, che manifestano preoccupazione per il mancato inserimento in Finanziaria della "copertura" per • le nuove misure sulle forme "integrative". A farsi portavoce della richiesta è Assofondipensione, l’Associazione dei fondi pensione negoziali che rappresenta Confindustria, Confcommercio, Confeservizi, Cgil, Cisl e Uil, secondo cui a gennaio è necessario un «incontro di approfondimento» con Maroni. Due, in particolare, i nodi da sciogliere: le modalità di trasferimento del Tfr alla previdenza integrativa e, soprattutto, la questione delle risorse. «Qualche rimedio è stato messo — afferma Alberto Bombassei, presidente del consiglio direttivo di Assofondipensione e vicepresidente di Confindustria — ma non abbiamo la certezza che corrisponda alla reale necessità. I numeri, così come sono stati letti, credo sia un po’ distanti dalla realtà». Secondo Bombassei, inoltre, la giusta "collocazione" della copertura è nella Finanziaria.
          A questo proposito, Morena Piccini, segretario confederale della Cgil e vicepresidente di Assofondipensione, sottolinea che «la Finanziaria non è chiusa: se lo spazio c’è, si trovino subito le risorse». E aggiunge: «Auspichiamo che il decreto attuativo della riforma arrivi nei primi mesi del 2005 e che già da oggi si identifichino le risorse, non vorremmo che si arrivi ad un rinvio di una anno».

          In altre parole, le parti sociali non si sentono affatto rassicurate dalle affermazioni di Palazzo Chigi e del Tesoro su un inserimento della copertura nel decreto sulla competitività, che dovrebbe essere varato a inizio gennaio. Anche perché nell’incontro che avevano avuto con Maroni nei giorni scorsi, il ministro del Welfare, sulla base delle indicazioni del Tesoro, aveva garantito che le risorse sarebbero state previste dalla Finanziaria. A preoccupare è anche la tabella di marcia della riforma: le parti sociali temono infatti che per il 2005 le nuove misure sulle pensioni complementari restino al palo. Un rischio, peraltro, evidenziato negli ultimi giorni dallo stesso ministro Maroni, che ha ripetutamente polemizzato con il Tesoro per la vicenda della copertura. Di qui la decisione di Assofondipensione di chiedere un incontro «chiarificatore».

          L’Associazione associa oggi 18 fondi, per 860mila iscritti, «pari all’83% dei lavoratori dipendenti iscritti a fondi negoziali di nuova istituzione, per un patrimonio complessivo di oltre 4 miliardi di euro». Assofondipensione — sottolinea Bombassei — «intende rappresentare gli interessi dei fondi» e «si pone come interlocutore istituzionale anche nel confronto avviato in questi giorni per il varo dei decreti attuativi della legge di riforma previdenziale». L’Associazione, tra l’altro, chiede regole certe per lo smobilizzo del Tfr. E indica «come essenziale» che «la destinazione del Tfr sia subordinata all’assenza di oneri per imprese», individuando «adeguate misure di compensazione».