Pensioni in aula solo a maggio

13/04/2004


MARTEDÌ 13 APRILE 2004

 
 
Pagina 33 – Economia
 
 
IL PROVVEDIMENTO
Maroni sullo sforamento dei tempi al Senato: prendo atto

Pensioni in aula solo a maggio


      ROMA – Le elezioni fanno slittare ancora l´approvazione della riforma delle pensioni. Lo ha annunciato ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni, secondo il quale la delega attualmente all´esame della Commissione Lavoro del Senato non approderà all´aula di Palazzo Madama prima del 2 maggio anziché il 19 aprile come previsto. «Non posso fare altro – ha detto il ministro – che prendere atto della decisione assunta dal Senato grazie alla quale il provvedimento non è stato calendarizzato in aula per l´inizio della prossima settimana, come ci si era impegnati a fare. C´era da decidere tra la riforma delle pensioni e altri provvedimenti. E in Senato hanno ritenuto più urgente gli altri provvedimenti. Ne prendo atto. Ma è evidente – ha ammesso – che questo crea qualche problema nell´approvazione delle delega». Peraltro dopo l´approvazione del Senato il testo dovrà tornare alla Camera in seconda lettura. L´ennesimo rinvio mette sul serio in dubbio l´intenzione del governo e della maggioranza di approvare la riforma previdenziale. «La pantomima, pudicamente negata, è stata finalmente svelata», ha osservato il responsabile del Lavoro della Margherita, Tiziano Treu. «Ormai – ha aggiunto – aumentano le possibilità che non la facciano più».
      Sulla riforma delle pensioni l´Italia ha in gran parte giocato le sue carte in Europa per dimostrare nel tempo la riduzione strutturale della spesa corrente. Ma Maroni ha detto di non essere preoccupato per gli effetti del rinvio sui conti pubblici: «Non è un problema drammatico perché la delega prevede un cambiamento importante a partire dal 2008». Con il rinvio della delega previdenziale, rimane incerto – nonostante gli annunci dello stesso Maroni – il destino della riforma degli ammortizzatori sociali e dell´aumento dell´indennità di disoccupazione, previsti nel Patto per l´Italia, insieme alla parziale e sperimentale deroga all´articolo 18. Di convocazione dei sindacati, infine, per ora neanche l´ombra. E ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta, è arrivato a parlare di un «deficit di democrazia». Ma Maroni ha ricordato che la decisione «spetta a Berlusconi».