“Pensioni” Il Tfr e «lo scippo» del 2007

31/10/2006
    marted� 31 ottobre 2006

    Pagina 4 – Primo Piano

    PREVIDENZA DUBBI SUL DESTINO DELLA LIQUIDAZIONE NEL PERIODO DI SCELTA FRA AZIENDA E FONDI INTEGRATIVI

    Il Tfr e �lo scippo� del 2007

      Luigi Grassia

      MONCALIERI
      Il semestre bianco del Tfr si tinge di giallo, ed � un giallo che pu� valere 6 miliardi di euro. Il dubbio � sorto al convegno sulla previdenza integrativa del Cerp (il centro studi di Elsa Fornero) organizzato ieri presso il Collegio di Moncalieri. Quei 6 miliardi sono la cifra che il governo stima destinata a finire ogni anno nelle casse dell’Inps grazie ai lavoratori che decideranno di non conferire il loro trattamento di fine rapporto alla previdenza integrativa; si tratta di soldi che dopo molti anni torneranno agli stessi lavoratori, ma nell’immediato verranno girati alle opere pubbliche. Fra gli studiosi presenti, il prof. Marcello Messori (Universit� di Tor Vergata) ha manifestato stupore: �Ma allora il governo pensa che la riforma della previdenza mancher� i suoi obiettivi, se valuta che una tale massa di denaro sfuggir� alla previdenza privata?�.

      E a questo punto il senatore Tiziano Treu, super-esperto di diritto del lavoro e veterano di riforme delle pensioni (a partire dalla Dini del ‘95), ha lanciato la bomba: �Almeno per il primo anno il governo incasser� tutta o quasi tutta la cifra prevista. Perch� l’esperienza internazionale ci dice che la maggioranza dei lavoratori non sceglie, si affida al silenzio-assenso, che far� confluire il Tfr nella previdenza complementare dal 1� luglio. Ma durante il semestre bianco, quello destinato alla scelta fra il 1� gennaio e il 30 giugno 2007, il silenzio-assenso sembra non sia destinato a valere. Quindi il Tfr inoptato rester� teoricamente in azienda, ma di fatto verr� girato all’Inps per le aziende sopra i 50 addetti�. Sconcerto in sala: non vale la retroattivit� della scelta? Se uno scegliesse il 30 giugno di versare il Tfr alla previdenza privata, non sarebbe come se lo avesse deciso il 1� di gennaio? E non vale lo stesso se fino al 1� luglio il lavoratore non si esprime, e dunque (di fatto) sceglie la previdenza integrativa? No, secondo Treu �la retroattivit�, al momento, non � sicuro che esista�. Altri esperti hanno affermato che la retroattivit� esiste fin d’ora, ma non importa tanto stabilire chi dica di preciso la cosa giusta e chi no, l’importante � rilevare che in questo momento anche le persone pi� addentro alla materia possono dare giudizi diversi su questioni di fatto che riguardano la previdenza privata, a testimoniare dello stato magmatico della riforma, persino su materie da 6 miliardi di euro.

      Comunque a giudizio di Treu per il lavoratore non cambierebbe nulla: se per sei mesi aprisse una posizione verso l’Inps relativa al suo Tfr, resterebbe creditore non verso l’Inps ma sempre verso la sua azienda.

      Dal convegno del Cerp sono emerse molte altre osservazioni sorprendenti. Il prof. Maurizio Ferrera dell’Universit� di Milano ha testimoniato che quanto a incertezze sulla previdenza i Paesi stranieri non stanno meglio di noi. Persino in Gran Bretagna, che molti immaginano come patria dell’esperimento riformatore pi� avanzato e (se possibile) definitivo in tema di pensioni, si dice e si scrive correntemente nei rapporti governativi, incluso uno a cui ha partecipato lo stesso Ferrera da esperto indipendente, che �la vera catastrofe previdenziale � proprio nel Regno Unito�, oltre che in Usa: perch� la previdenza pubblica vi � ridotta al lumicino e non garantisce che un minimo da fame, ma proprio da fame, mentre la privata promette una buona rendita soltanto a una quota ristretta di lavoratori benestanti; per gli altri, il futuro si annuncia gramo anche con la pensione integrativa.