“Pensioni” Il sindacato strappa il rinvio

15/09/2006
    venerd� 15 settembre 2006

    Pagina 11 – Primo Piano

    IL RETROSCENA

      Et� pensionabile,
      il sindacato strappa il rinvio

        Enrico Marro

        ROMA – Lo scambio � grosso modo questo: Il governo non aumenta l’et� pensionabile nella Finanziaria, il sindacato non fa lo sciopero generale e accetta di trattare per un Patto sociale che riformi, tra l’altro, le stesse pensioni e il modello contrattuale. Messa cos� significa che Cgil, Cisl e Uil passano subito all’incasso mentre il governo, per ottenere l’aumento dell’et� per la pensione, dovr� affrontare un difficile confronto, probabilmente della durata di diversi mesi, con lo stesso sindacato.

          Romano Prodi per� ha una carta di riserva, che potrebbe calare nel caso la trattativa non prendesse una direzione concludente: agitare lo spauracchio della permanenza dello �scalone�, ricevuto in eredit� dal governo Berlusconi e che, paradossalmente, potrebbe tornargli utile. Al momento opportuno, se Cgil, Cisl e Uil non dovessero accettare di riformare le pensioni, il presidente del Consiglio potrebbe cio� far intendere: �Cari Epifani, Bonanni e Angeletti, o facciamo l’accordo oppure la legge Maroni sta l� e dal primo gennaio del 2008 l’et� minima per andare in pensione sale da 57 a 60 anni�. Questo per dire che la partita � tutta da giocare, sempre che di partita si tratti, visto che in campo i protagonisti sembrano in realt� tutti intenzionati a darsi una mano.

          � lo spirito del ’93 che rivive, direbbe il ministrodell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, che gi� due settimane fa intervenendo a Telese, alla festa dell’Udeur, a una tavola rotonda insieme ai leader di Cgil, Cisl e Uil aveva auspicato di ripercorrere le orme del suo amico e predecessore, Carlo Azeglio Ciampi, che firm� lo storico accordo del 23 luglio ’93. Come allora lo spirito di concertazione origina da uno stato di necessit�: la condizione di precariet� dei conti pubblici unita alla fragilit� dell’economia reale; e la debolezza del quadro politico, con un governo che ha bisogno del sostegno dei sindacati per non andare in crisi. Rifondazione comunista, del resto, lo ha detto senza mezzi termini attraverso il suo segretario generale Franco Giordano: �Voteremo la Finanziaria solo se quasta ricever� il consenso delle organizzazioni sindacali�. La differenza, rispetto a 13 anni fa, � che quello di Ciampi era un governo tecnico, questo di prodi no.