Pensioni: il Ragioniere striglia Maroni

21/06/2005

      martedì 21 giugno 2005

        Pagina 8 – Economia

        le pensioni

          Lettera di Canzio al ministro del Welfare: sopravvalutati gli effetti del superbonus
          E il Ragioniere striglia Maroni

          ROMA – E´ uno dei primi atti del nuovo Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio. Un atto che punta l´indice, dritto dritto, sulla legge Maroni che consente di rimanere al lavoro grazie al «superbonus». Per la Ragioneria il «superbonus» ha un effetto assai limitato giacché, dice una lettera ufficiale del 15 giugno 2005 inviata al ministero del Welfare, l´84 per cento delle domande accolte «si riferisce a soggetti che già stanno posticipando la pensione, in quanto riguarda lavoratori che avrebbero potuto accedere al pensionamento prima della data della presentazione della domanda».

          Si tratta di un retroscena inedito che emerge dalle stime che la Ragioneria ha fatto sulla «Prima variazione al bilancio del 2005» dell´Inps. «Il presidente del Civ dell´Istituto – spiega la lettera – nel presentare il rapporto relativo al "bonus previdenziale" ha invitato alla cautela circa la formulazione dell´ipotesi che un gran parte dei soggetti che aderiscono al predetto incentivo diano luogo effettivamente ad un posticipo del pensionamento, piuttosto, invece, che su una analisi comportamentale che tenga conto delle propensioni al pensionamento che si sarebbero comunque manifestate in assenza del "bonus" stesso».

          Quali effetti? Il primo è che i risparmi del bonus sono in dubbio. La previsione di prestazioni istituzionali avrebbe dovuto far risparmiare 1.042 milioni di euro, ma di questi la parte relativa al bonus resta a questo punto incerta.

          Nei giorni scorsi l´Inps parlò di «frenata» delle pensioni di anzianità e individuò la causa nel bonus, o superbonus. In realtà la riduzione delle uscite in anzianità nel primi trimestre dell´anno è fisiologica e dovuta all´aumento dei requisiti contributivi intervenuta nel 2004 tant´è che quest´anno si prevede che vadano in anzianità 70 mila individui contro i 125 mila del 2004. Insomma, un invito alla prudenza.

            (r. p.)