Pensioni: il provvedimento punto per punto

14/05/2004

    14 Maggio 2004

    Il provvedimento punto per punto
    Dallo scalino del 2008 al «terzo canale» per le donne,
    dal taglio delle finestre di uscita al prelievo sulle pensioni d’oro

    Ecco in estrema sintesi il maxiemendamento sulla delega di riforma delle pensioni approvato ieri dal Senato. Il Governo è delegato ad adottare i decreti legislativi entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge.

    LO SCALINO.
    Dal primo gennaio 2008 si potrà andare in pensione di anzianità con 60 anni (61 per gli autonomi) più 35 di contributi, oppure con 40 anni di anzianità contributiva a prescindere dall’età anagrafica. L’età anagrafica sale a 61 anni (62 per gli autonomi) dal 2010; dopo la verifica del 2013 si deciderà se portarla a 62 anni (63 per gli autonomi).

    TERZO CANALE PER LE DONNE.
    Il maxi emendamento introduce la possibilità per le donne di continuare, anche dopo il 2008, ad andare in pensione con 57 anni più 35 di contributi ma con una penalizzazione: il calcolo della pensione interamente col metodo contributivo (nel testo uscito dalla Commissione la possibilità era estesa anche agli uomini).

    LA CERTIFICAZIONE.
    Chi entro il 31 dicembre 2007 avrà maturato i requisiti per l’anzianità potrà chiedere all’ente previdenziale di appartenenza un certificato che attesterà i diritti acquisiti e, dunque, la possibilità di andare in pensione in qualsiasi momento, indipendentemente da ogni modifica della normativa successiva alla certificazione.

    MENO FINESTRE.
    Passano da quattro a due quelle annuali per accedere alla pensione di anzianità. Per i lavoratori dipendenti l’attesa per la pensione, una volta raggiunti i requisiti va da sei mesi a un anno (se si sono raggiunti entro luglio si va a gennaio dell’anno successivo, se entro dicembre si va il primo luglio). Per i lavoratori autonomi l’attesa può andare da un anno a un anno e mezzo. La norma non si applica ai lavoratori che hanno chiesto la «certificazione» dei diritti e hanno continuato a lavorare. Il maxi emendamento rinvia ai decreti delegati la decisione sul numero delle finestre di uscita per chi va in pensione con almeno 40 di contributi.

    SUPERBONUS.
    I lavoratori dipendenti che raggiungono i requisiti per la pensione di anzianità entro il 31 dicembre 2007 e decidono di restare al lavoro si vedranno versare interamente in busta paga ed esentasse i contributi previdenziali destinati all’Inps (32,7%). Previsti incentivi anche per chi, avendo raggiunto i requisiti, sceglie di continuare a lavorare part-time.

    SILENZIO-ASSENSO.
    Il lavoratore avrà sei mesi di tempo dall’entrata in vigore dei decreti attuativi (o sei mesi dall’assunzione per i neo assunti) per decidere se dire no all’uso del suo Tfr per la previdenza complementare. In caso contrario il Tfr maturando andrà ai fondi pensione.

    EQUIPARAZIONE TRA FONDI.
    Previste regole e controlli comuni per tutte le forme di previdenza complementare, dai fondi chiusi e aperti alle polizze individuali di assicurazione.

    CONTRIBUTO PER PENSIONI D’ORO.
    Il maxi emendamento introduce l’aumento dal 3% al 4% del contributo sulle pensioni d’oro tra il 2007 e il 2015.

    LAVORATORI IN MOBILITÀ.
    Per 10.000 lavoratori in mobilità con accordi stipulati prima del primo marzo 2004 sarà possibile andare in pensione anche dopo il 2008 con le regole attuali. Le regole attuali sono mantenute anche per i lavoratori che sono stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione prima del 1 marzo 2004.

    ESCLUSE FORZE DELL’ORDINE.
    I militari e le forze dell’ordine sono escluse, anche dopo il 2008, dalle nuove regole.

    VIA LA DECONTRIBUZIONE.
    Il maxi emendamento conferma la rinuncia alla norma che prevedeva il taglio da 3 a 5 punti dei contributi previdenziali. È confermata invece l’elevazione fino a un punto percentuale del limite massimo di esclusione dell’imponibile contributivo delle erogazioni previste dai contratti aziendali.