“Pensioni” Il Prc sfida l’Ulivo con proposte ai sindacati

18/12/2006
    luned� 18 dicembre 2006

      Pagina 10/11 – Politica

        IL DUELLO DELLA FASE DUE

          Pensioni, il Prc sfida l’Ulivo con proposte ai sindacati:
          �Non faremo pi� i signor no�

            Maria Teresa Meli

              ROMA — A pi� di un ministro, in questi giorni, � tornato alla mente il ’94. Fu proprio sui disincentivi per chi andava in pensione (caldeggiati adesso da Ds e Margherita) che il primo governo Berlusconi ricevette un colpo da cui non si riprese pi�. Ora tocca al centrosinistra?

              Sulla carta non vi � possibilit� d’accordo tra l’ala riformista e quella cosiddetta radicale. Secondo Piero Fassino l’innalzamento dell’et� pensionabile � �inevitabile�. E Massimo D’Alema la pensa nello stesso modo: �L’et� media si � innalzata�, ripete il ministro degli Esteri. � da novembre, del resto, che la Quercia pone questo problema. E il segretario dei Ds, proprio ieri, in un’intervista al Sole 24 Ore, ha spiegato: �Vorrei che si parlasse di questo tema, che interessa tanta gente, uscendo da toni, come dire, punitivi. L’innalzamento dell’et� pensionabile va affrontato, ad esempio, partendo dai cosiddetti lavori usuranti cui va riconosciuta un’et� pi� bassa�. Una concessione che non basta a sindacati e Prc perch� non comprende il pubblico impiego.

              Il capogruppo dell’Ulivo alla Camera Dario Franceschini va oltre: �Dobbiamo andare avanti — dice — anche tenendo conto del fatto che il consenso non c’�. Ci vuole la concertazione, ma dobbiamo sapere che le riforme non si approvano mai tra gli applausi�. Applausi e consensi, gi�. Franceschini dice che non sono obbligatori, che �obbligatorio � il coraggio delle riforme�. Ma Fassino in questi giorni � andato in giro per il Nord Italia proprio per arginare l’emorragia dei consensi del centrosinistra. E la riforma delle pensioni, inevitabilmente, porter� nuovi dissensi, prese di distanza e malcontenti. Rifondazione lo sa: �L’elemento distintivo della fase due, nella versione Fassino-Rutelli — ironizza il segretario del partito Franco Giordano — prevede l’innalzamento dell’et� pensionabile con i disincentivi. Ma se si facesse una consultazione nel popolo dell’Unione quale sarebbe la risposta?�. Domanda retorica. Perch� la risposta del �popolo dell’Unione� non collimerebbe con la proposta di riforma delle pensioni portata avanti dall’ala riformista. Dunque? Dunque Rifondazione ha deciso di �giocare la sua partita� sulla previdenza, come dice Giordano.

              �Il risanamento non basta: ci vogliono le riforme�, annuncia Francesco Rutelli, pronto a ingaggiare un braccio di ferro su questo punto con il Prc. Ma Rifondazione comunista deluder� le aspettative di chi ritiene che porr� solo veti e, alla fine, si acconcer�. Il leader del Prc non far� la parte del "Signor no": �Porre condizioni capestro del tipo "o � cos� o usciamo dal governo" significherebbe il suicidio e la sconfitta dei lavoratori�, � il convincimento di Giordano. Perci� l’Ulivo che si aspetta l’ultimatum del Prc, avr� una sorpresa. Il che non vuol dire che Rifondazione comunista non abbia notevoli timori rispetto alla seconda fase che verr�. Lo stesso presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ammette di essere �preoccupato� per quel che potrebbe accadere nella partita sulle pensioni.

              Preoccupazione, s�, ma la verit� � che Rifondazione comunista ha cambiato campo di gioco. E, forse, anche gioco. Nessuno snoccioler� pi� il rosario dei "no". Si imputa al Prc di amare le proteste e non le proposte? Rifondazione comunista in questi giorni sta trattando con Cgil, Cisl e Uil, in vista del 18 gennaio, data in cui Giordano presenter� ai leader sindacali la sua proposta di riforma delle pensioni. Dunque, si gioca cos�: non pi� veti, ma proposte. Non solo: Giordano ha invitato Cgil, Cisl e Uil a presentarsi uniti all’appuntamento con il governo al tavolo delle pensioni, �passando per un percorso democratico come quello della consultazione tra i lavoratori�. Consultazione che � stata chiesta dalla Fiom, ma anche dal segretario della Cisl Raffaele Bonanni (che con Giordano, sia detto per inciso, ha frequenti colloqui e incontri). Consultazione dall’esito inevitabile.

              I riformisti, quindi, si ritroveranno a passare per una strada molto stretta. Roberto Villetti, capogruppo dello Sdi, sostiene che �per arrivare ad una sintesi occorre qualche strappo�, perch� �non ci si pu� far ostruire da ostacoli ideologici e corporativi�, �quando vi sono interventi non pi� rinviabili come l’adeguamento dell’et� pensionabile�. Difficile per il governo Prodi, reduce dai problemi della Finanziaria, operare un �altro strappo� con il suo elettorato. E allora? Allora, spiega, il sottosegretario al Mezzogiorno, l’ex leader della Cisl, il margheritino Sergio D’Antoni, �sulla previdenza bisogner� lavorare con serenit�: si tratta di questioni serie che riguardano milioni di persone�. E un ministro di peso dei Ds, annusando l’aria, profetizza: �Alla fine, vedrete, che dovremo tenerci la normativa del governo Berlusconi. Insomma, dovremo tenerci lo scalone di Maroni, in cambio di ammortizzatori sociali e di altri contentini per Rifondazione comunista, perch� la quadra non si trover�. Ma il superamento dello scalone Maroni non era previsto nel programma dell’Unione? Anzi, era l’unico punto chiaro in quelle righe dedicate al sistema previdenziale. Ma, si sa, il programma, come ha avuto modo di dire in passato il ministro per le Riforme Vannino Chiti, �non � la Bibbia�…