Pensioni: il piano è pronto ma Bonino rimette il mandato

18/07/2007
    mercoledì 18 luglio 2007

      Pagina 2 – Economia

        Previdenza, il piano è pronto
        ma Bonino rimette il mandato

          Intesa con il Prc. Spunta il taglio alle pensioni d´oro

            ROBERTO PETRINI

              ROMA – Giornata ad alta tensione per la vertenza sullo «scalone» che ha visto, in rapida successione, un´ipotesi di intesa con Rifondazione, la remissione del mandato del ministro delle Politiche comunitarie Emma Bonino e l´annuncio da parte di Palazzo Chigi che l´attesa proposta sarà presentata domani ai sindacati e venerdì in consiglio dei ministri. In mezzo è accaduto di tutto.

              Si è cominciato con una decisiva colazione di lavoro tra Prodi e i ministri Padoa-Schioppa (Economia) e Damiano (Lavoro): nessuna indiscrezione e nessuna dichiarazione. Ma il solito tam tam dei palazzi romani fa filtrare che forse era stata trovata la quadra. Passa circa un´ora dal termine dell´incontro della troika previdenziale e arriva una dichiarazione di grande ottimismo del leader di Rifondazione Giordano: «Ci sono le condizioni per un buon compromesso in sintonia con il programma dell´Unione».

              Ma come è emerso già alla fine della scorsa settimana, quando Palazzo Chigi aveva dato per scontato l´esame del problema al Consiglio dei ministri ed invece i riformisti avevano frenato preoccupati della tenuta delle pubbliche finanze, ieri nel tardo pomeriggio è arrivato un aut aut di Emma Bonino. «Rimetto il mandato nelle mani di Prodi, sulla spinta della sinistra comunista e dei leader sindacali rischiamo di essere gli unici nel contesto europeo ad abbassare l’età di pensionamento». Poche parole che corrono sulle agenzie come una staffilata: Rifondazione spara a zero e lamenta la mancanza di senso di responsabilità, Rutelli osserva che le modifiche alla legge Dini devono andare solo «nella direzione di sostenibilità del sistema», Boselli, che condivide con la Bonino la Rosa nel pugno, si spinge a dire che passerà all´appoggio esterno del governo se la ministra si dimetterà.

              Niente di più finché Prodi riconferma la fiducia alla Bonino promettendo che la riforma saprà «coniugare equità e rigore». Il leader dei Ds Fassino interviene con tono distensivo: «Mi auguro si superi l´impasse». In serata Palazzo Chigi annuncia che giovedì la proposta sarà presentata ai sindacati e venerdì, dopo lo slittamento della settimana scorsa, al consiglio dei ministri. La data è decisiva perché i sindacati hanno già detto che dopo lunedì 23 luglio non si possono più fare accordi perché chiudono le fabbriche e quel punto la partita si giocherebbe sul terreno della Finanziaria.

              La proposta filtrata ieri dal punto di vista tecnico prevede 58 anni dal 2008 e per 24 mesi fino allo scorrere di tutto il 2009 (scalino lungo che accontenta i sindacati). Dopo si passerebbe dal 2010 a quota 95, e progressivamente sempre ogni due anni a 96 e 97. Ma il Tesoro spingerebbe ancora per iniziare da quota 96 fin dal 2010. Uscita libera (con quattro finestre) a 40 anni. Niente aumento dell´età per i lavori usuranti.

              Resta il problema della copertura, che ha impegnato in nuove lunghe riunioni e contatti ieri i tecnici. Una parte delle risorse verrebbe dai maggiori incassi Inps dovuti all´aumento dei contributi sui lavoratori dipendenti della Finanziaria 2007, una parte dall´aumento di 1 punto dei contributi per i parasubordinati, non molto verrà dalla sintonia organizzativa degli enti previdenziale (sedi, ufficio acquisti, organismi) e, novità dell´ultima ora, un contributo verrebbe da una penale dell´1-3 per cento sulle pensioni d´oro (cioè oltre i 5.000 euro al mese) entrata nella Finanziaria 2007 e poi uscita all´ultimo momento.