Pensioni, il no del sindacato

07/07/2003

 

sabato 5 luglio 2003 
Pagina 5 – Interni
 
 
Pensioni, il no del sindacato
Pezzotta: "È appena stata fatta una riforma , va portata a compimento".
Angeletti: "Il welfare non va toccato"
Cgil, Cisl, Uil contro i tagli. Epifani: pronti allo sciopero generale
          DAL NOSTRO INVIATO
          CARLO BRAMBILLA

          BERGAMO – «Sulle pensioni faremo tutte le mobilitazioni necessarie, anche lo sciopero generale, se ce ne sarà bisogno. Non si può fare la riforma solo per fare cassa. Su questo siamo tutti d´accordo e credo che saremo d´accordo anche nel rispondere». Si infiammano i toni del segretario della Cgil Guglielmo Epifani e si affilano le parole in vista del probabile nuovo scontro sociale sul tema delle pensioni. Un argomento sul quale Cgil, Cisl e Uil sembrano ricompattarsi. L´altolà al governo è arrivato ieri sera dalla Festa nazionale della Cisl, a Bergamo, a margine di un affollatissimo dibattito, nel campo sportivo invaso dal profumo delle salamelle alla brace. Oltre a Epifani c´erano il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, e quello della Uil, Luigi Angeletti. «E´ chiaro che se ci sono interventi sulle pensioni faccio subito lo sciopero», ha tagliato corto Pezzotta. Mentre Angeletti ha ribadito la totale indisponibilità a una riforma: «L´abbiamo già fatta e di riforme in campo previdenziale non ne abbiamo bisogno».
          I tre segretari tornano poi a dividersi e a polemizzare, anche duramente, nel corso della serata, sui tema della democrazia sindacale, sulle regole della rappresentatività, sul "Patto per l´Italia", sull´"autonomia del sociale rispetto alla politica". Ma sulla riforma più urgente e controversa che il Paese si appresta ad affrontare l´unità di intenti sembra essere totale. Non tagliate le tasse e lasciate stare le pensioni, sembrano sostenere come un sol uomo i tre segretari. La Cisl dichiara la sua totale ostilità ad interventi sulle pensioni di anzianità. «Siamo contrari a modificare l´intero sistema pensionistico – tuona Pezzotta -. La riforma delle pensioni è stata già fatta due o tre anni fa e deve andare ancora a compimento. Lo stesso ministero del Welfare ha dimostrato che i conti erano in linea». «Quelli del governo stanno solo perdendo tempo – denuncia Angeletti – e continuando a parlarne provocano anche dei danni». Particolarmente preoccupato Epifani, che si dice «non rassicurato» dalle indiscrezioni secondo cui la riforma previdenziale potrebbe essere accompagnata da provvedimenti nel campo della sanità e della famiglia: «Non vorrei fosse togliere con una mano e dare con l´altra».

          Altro che "Maastricht delle pensioni", come propone Silvio Berlusconi. Per Pezzotta «il problema dell´Europa non è quello delle pensioni. La questione europea è quale sviluppo economico, quale livello di competitività realizzare». I militanti della Cisl lo applaudono ogni volta che parla. E in particolare quando pizzica Epifani sulla democrazia sindacale. Ma lui conclude conciliante: «Se siamo qui a parlare insieme, vuol dire che siamo sulla strada giusta».