Pensioni, il lavoratore sarà libero di restare in attività

15/01/2003

        Mercoledí 15 Gennaio 2003
          I NODI DELLA CRESCITA
        Pensioni, il lavoratore sarà
        libero di restare in attività

        ROMA. La permanenza al lavoro per chi è in possesso dei requisiti per il
        pensionamento di anzianità non dovrà essere vincolata all’assenso del datore di
        lavoro. È questa la prima modifica alla delega pensioni, che attualmente prevede
        il via libera obbligatorio del "datore", proposta dal Governo. A confermarlo è
        stato ieri il sottosegretario al Welfare, Alberto Brambilla, alla commissione Lavoro
        della Camera dove è ripartito l’esame del provvedimento in sede referente dopo la pausa natalizia. Ma la "ripresa" è stata tutt’altro che tranquilla. L’Ulivo è andato all’attacco chiedendo la sospensione dei lavori in attesa che il Governo chiarisca definitivamente la sua posizione sui correttivi da introdurre alla delega.
        «Leggiamo che c’è tutto un lavoro parallelo a quello della Camera sulla delega», ha detto Elena Cordoni (Ds) riferendosi anche all’ipotesi del super-bonus.
        «Se il Governo ha bisogno di un po’ di tempo per sentire le parti sociali — ha
        aggiunto — lo prenda e poi ci venga a riferire e ci faccia sapere se la delega deve essere cambiata: proseguire così non ha senso». Ma, secondo il relatore della delega, Luigi Maninetti (Udc), dopo le affermazioni di Brambilla, la commissione
        può proseguire il lavoro con l’obiettivo di chiudere la prossima settimana e mandare il testo in Aula per l’inizio di febbraio.
        Quello ufficializzato da Brambilla resta comunque solo uno dei correttivi ai quali stanno lavorando i ministeri del Welfare e dell’Economia. Non a caso oggi il ministro Roberto Maroni comincerà il suo tour di consultazioni informali con gli esponenti della maggioranza per valutare la possibilità di ricorrere al super-bonus
        per favorire la permanenza in attività dei lavoratori in possesso dei requisiti per il pensionamento di anzianità. Il ministro è anche intenzionato a confermare l’utilizzo obbligatorio del Tfr "maturando" per la previdenza integrativa, ma su questo versante restano ancora da individuare le compensazione da garantire alle imprese.
        Sul capitolo dei disincentivi e dell’eventuale ricorso al metodo contributivo per tutti i lavoratori, il Welfare resta orientato a lasciare la palla al Parlamento.
        Ma Maninetti ribadisce che la strada da battere resta quella degli incentivi per favorire la permanenza al lavoro.
        Maroni, comunque, incontrerà sia il relatore della delega sia il presidente della Commissione Lavoro, Domenico Benedetti Valentini (An), alla fine del giro di consultazioni fissata per l’ultima settimana di gennaio. La prossima settima na il ministro dovrebbe incontrare le parti sociali cui spetterà la parole decisiva sui correttivi allo studio del Governo.
        E a quel punto si capirà se anche sulla previdenza Cgil e Cisl e Uil marceranno in ordine sparso.
        M.ROG.