Pensioni, il Governo punta sulla delega

26/10/2001

Il Sole 24 ORE.com







    Il sottosegretario al Welfare Brambilla alle parti sociali: riforma previdenziale entro il 2002 – Consensi «quasi unanimi» dalle imprese

    Pensioni, il Governo punta sulla delega
    I sindacati dicono no ai decreti e rilanciano la verifica – In discussione aliquote contributive, fondi integrativi e assegni di «anzianità»
    Marco Rogari
    ROMA – Una delega da presentare entro il 15 novembre in cui inserire alcuni "paletti", per poi proseguire la trattativa nelle settimane successive sulle misure strutturali da attuare nel 2002. È una proposta quella che Alberto Brambilla ha illustrato ieri, per conto del ministro Roberto Maroni, alle parti sociali per riformare le pensioni. E il sottosegretario al Welfare ha subito incassato il via libera quasi unanime delle organizzazioni imprenditoriali, a cominciare da Confindustria, ma anche il secco "no" di tutti i sindacati. Cgil, Cisl e Uil, ma anche la Cisal, si sono opposte con forza alla delega, ma non hanno chiuso del tutto la porta alla trattativa dichiarandosi disponibili a far scattare una «vera verifica» sulla previdenza con il Governo senza il condizionamento di strumenti legislativi e di scadenze temporali. E soprattutto la Cisl, ma anche la Cgil, hanno lasciato intendere che ci sono ancora margini per proseguire il negoziato. Di qui il via libera a rivedersi il 30 ottobre e, poi, secondo la tabella di marcia stilata dal Governo sempre seguendo la logica dei tavoli separati, il 6 e l’8 novembre. La partita con i sindacati, insomma, non è ancora del tutto chiusa. Anche se ieri il responsabile delle politiche sociali della Cgil, Beniamino Lapadula, ha attaccato duramente Confindustria: «Sul tema delle pensioni di anzianità la sua doppiezza è andata oltre ogni limite e rischia di creare le condizioni per un conflitto sociale drammatico». E a fare blocco contro la delega sono anche Cisl e Uil. Ma, al momento, il Governo resta intenzionato a percorrere questa strada utilizzando uno dei "collegati" alla Finanziaria che saranno varati prima del 15 novembre. Ieri il viceministro dell’Economia, Mario Baldassarri, lo ha detto in modo chiaro: «Il Governo ha il dovere oltre che il diritto di chiedere la delega per implementare le riforme» su fisco, lavoro, pensioni ed enti pubblici. E anche il ministro del Welfare Maroni ha ripetuto che «non spetta alle parti sociali decidere quale sarà lo strumento da usare: il Governo dovrà negoziare con il Parlamento sulla delega». Non a caso proprio il ricorso alla delega è stato uno dei primi punti illustrati da Brambilla alle parti sociali, insieme ai dati sull’andamento della riforma Dini, «che fin qui ha funzionato ma non garantisce la stabilità nel medio-lungo periodo». Il sottosegretario ha anche evidenziato alcune «criticità»: la necessità di sviluppare i fondi pensione, anche incentivando l’uso del Tfr; l’elevato peso delle aliquote contributive che sarebbero da ridurre e riallineare; l’età pensionabile troppo bassa e, indirettamente, il problema delle pensioni di anzianità. «I tempi tecnici – ha detto Brambilla – per affrontare nel dettaglio tutti i temi della riforma di qui al 15 novembre non ci sono, quindi se si vuole un percorso certo serve la delega, che sarebbe anche lo strumento migliore per fare entro il primo semestre del prossimo anno gli approfondimenti possibili con le parti sociali». Un percorso giudicato positivamente da quasi tutte le organizzazioni imprenditoriali. Giorgio Usai, direttore del Nucleo relazioni industriali di Confindustria, ha riscontrato con favore l’impegno del Governo «a lavorare per la delega, per andare a definire entro il prossimo anno gli interventi legislativi». Soddisfatto anche il segretario generale di Confartigianato, Francesco Giacomin: «Delega significa comunque confronto e consenso, ora si tratta di costruire bene il testo». Di diverso avviso la Confcommercio, secondo cui «prima di pensare alla delega occorre verificare la possibilità di ricorrere a una concertazione tradizionale».
    Venerdí 26 Ottobre 2001
 
   
Tutti i diritti riservati © 24 ORE NetWeb S.p.A.