Pensioni. Il Governo punta alla decontribuzione

03/12/2001

Il Sole 24 ORE.com


    Pensioni – Meno «carico» sui neossunti per favorire lo smobilizzo del Tfr – Martedì round a Palazzo Chigi

    Il Governo punta alla decontribuzione
    M.Rog.
    ROMA – Martedì, nel prossimo round a Palazzo Chigi tra Governo e parti sociali sulla riforma previdenziale, sarà affrontato anche il capitolo dei tagli ai contributi. L’Esecutivo è intenzionato a proporre una riduzione delle aliquote sui lavoratori dipendenti neoassunti e un parallelo innalzamento di quella sui "parasubordinati" (e forse sugli "autonomi"), al fine di ridurre il cuneo contributivo a carico delle imprese, destinate a perdere almeno il 70% del Tfr "futuro", che sarà convogliato sui fondi pensione. Il Governo confermerà poi la riduzione dell’Irap e le agevolazioni per l’accesso al credito delle piccole e medie imprese imperniate su un nuovo fondo di rotazione. Per il resto, la proposta che sarà illustrata, probabilmente a tavoli separati, a Confindustria e sindacati ricalcherà il piano-Maroni (v. «Il Sole 24-Ore» di ieri). La questione della decontribuzione sarà comunque nuovamente esaminata domani attraverso alcuni contatti tra i ministeri del Welfare, dell’economia e la Presidenza del Consiglio. Anche perché i sindacati, a cominciare dalla Cgil, non sono affatto favorevoli a questa soluzione. Il leader della Cisl, Savino Pezzotta, ha comunque affermato ieri di essere pronto a raggiungere l’accordo sul piano in cinque punti e sull’uso del Tfr per la previdenza integrativa. E sempre ieri il ministro Roberto Maroni ha ripetuto che esistono «ampi margini per trovare un’intesa sostanziale e condivisa». Se la partita sul taglio dei contributi resta aperta, anche quella sulle pensioni di anzianità non è del tutto chiusa. Nel documento in cinque punti che presenterà il Governo – in cui dovrebbe essere confermata la "fase due" (ulteriore verifica dopo il varo della delega) per cercare, anche se non è scritto nel piano, di estendere a tutti il metodo contributivo – non saranno comunque indicati disicentivi per i trattamenti anticipati. La proposta poggia sulla liberalizzazione dell’età e su incentivi per rinviare i pensionamenti, a cominciare da quelli di anzianità. Il Governo – ha confermato ieri il vicepremier Fini – pensa a «una libertà di scelta» che consentirà al lavoratore che ha maturato i requisiti per l’anzianità di restare al lavoro «con una busta paga più pesante». Per certificare i diritti acquisiti il Governo resta orientato a ricorrere a un emendamento alla Finanziaria o, se necessario, a un decreto legge. Anche il divieto di cumulo sarà progressivamente abolito. Quanto al Tfr, la questione della cartolarizzazione e l’eventuale utilizzo di alcune fette in busta paga dovrebbe essere rimandata al momento del varo dei decreti legislativi di attuazione della delega. A chiedere un utilizzo del Tfr non solo per i fondi pensione chiusi ma anche per quelli aperti e per le polizze vita è stato ieri il presidente dell’Isvap, Giovanni Manghetti.
    Domenica 02 Dicembre 2001
 
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