Pensioni, il governo prende tempo

10/02/2004


MARTEDÌ 10 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 31 – Economia
 
 

Pensioni, il governo prende tempo
Oggi vertice di maggioranza, ma l´emendamento resta lontano
          Il presidente della Commissione Lavoro, Zanoletti (Udc): "Soluzione ancora da trovare". Solbes: bene l´impegno per la riforma

          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – Il governo, sulla riforma delle pensioni, prende altro tempo. La maggioranza è ancora alla ricerca di un accordo per la modifica della delega, finalizzata in primo luogo al superamento della norma che prevede l´innalzamento dell´età contributiva per la pensione di anzianità da 35 a 40 anni a partire dal 2008. Oggi, al ministero del Welfare, è in programma una riunione dei capigruppo della commissione Lavoro di Palazzo Madama, ma l´incontro, al quale dovrebbe partecipare anche il ministro Roberto Maroni, non sarà risolutivo.
          Lo ammette lo stesso presidente della commissione, Tomaso Zanoletti, senatore dell´Udc, il quale precisa: «Stiamo lavorando all´emendamento, se l´appuntamento non sarà risolutivo, ci rivedremo». Per Zanoletti, «il problema non è dato da una diversità di vedute all´interno della maggioranza, ma dalla necessità di trovare una soluzione che contemperi le esigenze di un intervento più soft e la salvaguardia dei risparmi previsti». Per ora, la commissione ha raggiunto l´intesa sull´introduzione del silenzio-assenso per il trasferimento del Tfr nei fondi pensione e, pare, lo stop alla decontribuzione sui neoassunti.
          L´avvicinarsi delle elezioni è uno dei motivi di cautela del governo. Lo stesso ministro di An, Gianni Alemanno, che la scorsa settimana aveva annunciato l´imminente proposta del suo partito («contributo», l´ha poi definito il viceministro Baldassarri), ora tace. È vero, infatti, che la verifica nella maggioranza non è conclusa, ma è altrettanto vero che nel governo si fa strada la possibilità di un rinvio della riforma a dopo le elezioni.
          Glielo «consigliano» anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Pezzotta e Angeletti, che ieri si sono visti per un «chiarimento» delle rispettive posizioni sui temi più urgenti (previdenza, sistema contrattuale, contratto degli artigiani, politica dei redditi, democrazia sindacale) e che hanno rinviato a venerdì la riunione di «verifica» con le segreterie unitarie. «Basta parlare di pensioni – ha detto Epifani – si rinvii tutto alla verifica prevista per il 2005, si rimettano al centro del confronto e dell´iniziativa sindacale i problemi dello sviluppo e dell´occupazione».
          Lo aveva detto, la scorsa settimana, anche il leader della Cisl, Pezzotta, che tuttavia è favorevole a discutere perlomeno dei punti sui quali c´è la possibilità di una convergenza. Ribadisce Angeletti, Uil: «Non c´è alcuna emergenza: molto meglio fare le cose bene che in fretta». Maroni risponde a Epifani con le stesse parole con le quali aveva replicato a Pezzotta: «L´idea di rinviare le soluzioni dei problemi reali non è una soluzione, è un rinvio che non risolve i problemi, li lascia e li aggrava».
          Il problema del governo è mantenere, anche dopo l´emendamento, l´obiettivo del risparmio previdenziale allo 0,7 per cento, come vuole Tremonti. Per farlo si deve affiancare alla «gradualità» dell´innalzamento dell´età contributiva a 40 anni (tra il 2008 e il 2016, anziché in un´unica soluzione) o all´aumento da 92 a 96 della cosiddetta «quota» (somma di età anagrafica ed età contributiva) per la pensione di anzianità, la chiusura di una o due finestre annue di uscita su quattro e l´aumento dell´aliquota contributiva dei lavoratori autonomi perlomeno al 20 per cento. Il governo ha tuttavia ben presenti le difficoltà di fare digerire una misura come questa ad artigiani e commercianti, con il rischio di un pesante contraccolpo elettorale. Nel frattempo, la riforma delle pensioni viene giudicata un «elemento positivo» dei programmi di Italia e Francia dal commissario europeo, Pedro Solbes: «La riforma delle pensioni è necessaria per raggiungere gli obiettivi di bilancio».